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Un natale migliore per Arashi e Heski

ULAKI CHRISTMAS MISSION

Ulaki, la neo associazione che ha tra i suoi progetti anche quello di sostenere Akita che sono in difficoltà, per Natale ha creato una nuova missione:
aiutare Arashi e Heski, due Akita divenuti famosi sui social network, purtroppo, per le loro continue richieste di aiuto.
 
In questo PDF troverete le storie dei due Samurai che stanno lottando con tutte le loro forze…
…ma non bastano… 
hanno bisogno di noi!!!
L’associazione Ulaki ha creato, tra i suoi prodotti solidali, una Edizione Natalizia della sua Mascotte e altri Gadget Natalizi che sosterranno questa missione, per chi vuole contribuire a donare un Natale Migliore ad Arashi ed Heski può farlo cliccando il seguente link ULAKI XMAS MISSION
 
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Pubblicato da su 03/12/2014 in Solidarietà

 

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DOG FACTOR – EP 2 – aspettando la Monografica Cirn 2013

Cari amici,

in attesa dell’evento dell’anno la MONOGRAFICA CIRN 2013 con annessi e connessi,

AKITA IN PROGRESS

è lieta di presentarvi la gara canora & canina più

entusiasmante e coinvolgente del web

the-x-factor1 copia

alla sua seconda puntata

dopo il grande successo della prima che ha visto come vincitori il Quartetto Cirn.

In questa seconda puntata si sfideranno due coppie…

chi vincerà e passerà alla finale?

spetta a voi la decisione, quindi VOTATE VOTATE VOTATE

 
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Pubblicato da su 24/11/2013 in MAI DIRE AKITA

 

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Ise Unryu Go Ise Meiwa Kensha

Ise Unryu Go Ise Meiwa Kensha

di Fabrizio Pace

Iseunryu

 

L’akita di colore rosso che segna un epoca nasce dal meiyosho Ise Kumo e da Tochi Komachi Go figlia di Tochi Maru Go.

Sembra aver fatto un balzo in avanti nella selezione impressionate.

Nonostante la bassa statura circa 62 cm al garrese che non gli permetterà di diventare meiyosho, trasmetterà a tantissimi figli  grande tipicità, la testa, gli occhi e le orecchie sono scolpiti, i tratti sono molto marcati, ha un muso corto, uno stop evidente, il pelo e il colore di grande qualità.

Purtroppo dal ’93 al ’98 non si svolse l’honbuten e molti figli, seppur meritevoli, non ebbero la possibilità di diventare meiyosho ma i nipoti e i pronipoti  che hanno raggiunto successivamente  questo obiettivo sono innumerevoli.

I figli di Ise Unryu sbarcarono sia in Europa che in America diffondendo le caratteristiche e peculiarità di un akita unico ed irripetibile.

Dopo 25 anni possiamo dire che nella selezione del rosso Ise Unryu ha dato un impulso decisivo che ha migliorato la  tipicità dei  suoi discendenti.

Senza di lui l’akita non sarebbe come lo conosciamo oggi.

Cane di grande fierezza, con espressione profonda, il tutto racchiuso in una testa eccezionale.

 
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Pubblicato da su 08/07/2013 in Storia degli Akita

 

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I COLORI DEGLI AKITA – TIGRATO

Akita e genetica.
I colori degli Akita e gli accoppiamenti tra i vari colori.

Eccoci finalmente nel secondo articolo dedicato alla genetica, ci occuperemo del tigrato. Sarò di parte in questo articolo perché i tigrati sono la mia passione.

Oggi sempre più persone si interessano a questo colore, ricco di sfaccettature, sfumature e sorprese, unico nel suo genere. Lo scorso Maggio, durante l’AKIHO No.128 Honbuten Show (ossia uno delle esposizioni più importanti in Giappone), è stato premiato con il titolo presigiosissimo di Meiyosho anche un tigrato: Daikichi Go Hokuryuusou

Daikichi Go Hokuryuusou

Sempre più persone in Italia si stanno appassionando a questo colore ed in tutta Europa sono sempre di più gli allevatori che selezionano prestigiose cucciolate. D’atra parte il tigrato è uno dei colori più antichi apparsi sui nostri Akita insieme al bianco. Infatti è probabile che i primi Akita derivassero da incroci con un’altra razza nativa del Giappone il Kai Ken:

Kai Ken

Il mantello tigrato è un disegno che crea striature di vario colore, distribuite su tutto il corpo, biologicamente il colore tigrato deriva da una mutazione che sostituisce in alcune zone colorate da feomelanina (pigmento rosso) dei peli ricchi di eumelanine (pigmento nero) disposti a creare una striatura.

Geneticamente tutti gli studiosi concordano che il tigrato è un colore molto complesso che coinvolge alleli particolari di più di un locus. Originariamente era stato attribuito alla serie E, recentemente è stato studiato nuovamente e definitivamente escluso da essa. Quindi si considera facente parte di una serie a sé, chiamata BR (dall’inglese Brindle, ossia tigrato), chiamiamo Br il gene dominante, la cui modalità di trasmissione ereditaria è consistente con un modello autosomico dominante, ed invece, br, il gene normale recessivo.
Il fenotipo tigrato può essere modificato dai geni della diluizione, così che le zone di feomelanina diventino fulve molto chiare o crema, questo si verifica spesso nella nostra razza. Questo tipo di diluizione è causato da geni presenti sul locus D. Capita anche che certe tonalità di striatura siano appena distinguibili come strisce chiare sui cani molto diluiti.

In Giappone le principali varietà di tigrato sono chiamate:

Kurotora
(Tigrato nero)

Otafuku Go Akita Nichihirasou

Otafuku Go Akita Nichihirasou

Shimofuri
(Tigrato marmorizzato)

Unshou Go Takasaki Yamaguchi

Unshou Go Takasaki Yamaguchi

Shiroge
(Tigrato lucente)

Sesshuu Go Kumamoto Kishi

Sesshuu Go Kumamoto Kishi

Akatora
(Tigrato rosso)

Aiko No Tenshi Go

Aiko No Tenshi Go


Il colore tigrato è molto particolare nei soggetti a pelo lungo, dove la visibilità delle striature può variare a seconda del colore e della compattezza del pelo:

Tigrato pelo lungo e Tigrato pelo lungo

Pelo lungo tigrato

I colori del tigrato soddisfano ogni occhio e sono così tanti da lasciarvi solo l’imbarazzo della scelta!

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Nel prossimo articolo tratteremo il colore BIANCO.

Crediti:
Elementi di genetica del cane
Leotta, Roberto (2005) Elementi di genetica del cane. Università di Pisa. Dipartimento di Produzione animale, IT.
 

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Ise Kumo Go Ise Meiwa Kensha AKIHO 82-10640 nato 06/10/1982

Ise Kumo

Ise Kumo Go nato da Fuji Hikari e Yagumohime, di colore rosso.

Il suo nome Ise, rievoca i templi di Ise che costituiscono il primo e più grande luogo di culto dello shintoismo in Giappone.

Questo soggetto, insieme a Tochihibiki Go, è una pietra miliare e segna l’inizio di una nuova epoca per l’ akita.

Il 3 maggio del 1986 viene nominato Meiyosho durante il 78 Honbuten.

Pur riproducendo molti meiyosho che avranno più o meno fortuna, sicuramente verrà ricordato per essere il padre di Ise Unryu Go Ise Meiwa Kensha, che per la sua grandezza meriterà un approfondimento in un prossimo articolo.

Anche di questo soggetto non è stato possibile risalire a tutti i suoi avi ma solo ai genitori, comunque sicuramente sono molto più importanti i suoi discendenti.

L’espressione e il taglio degli occhi sono un notevole passo avanti nella selezione, insieme ad un buon colore, una eccellente qualità del pelo e una buona struttura che puntualmente vengono trasmesse ai suoi discendenti.

 

 
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Pubblicato da su 13/06/2013 in Storia degli Akita

 

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Akita Inu – una costante nella nostra vita ed una gran fortuna!

GandalfGandalf, il nostro primo Akita Inu, come dico spesso “Akita vecchio stampo”, dolcissimo in famiglia, un leone con chi si permetteva un po’ troppo con lui. All’epoca di Gandalf la razza Akita Inu era praticamente sconosciuta, in molti ci chiedevano “è un meticcio?”, “è un incrocio con Husky?”… e per noi, col senno del poi, era tanto meglio così!!! Non ce ne vogliano gli allevatori ma oggi, in piena fase post-film, se ne sentono davvero troppe e, per noi, il film “Hachiko” è stato la rovina della razza!
L’indolenza del leone, che in casa te lo fa quasi dimenticare, e la regalità dell’aquila dimostrata in tante situazioni. Gandalf è stato un grande amico, un compagno fedele e mio marito dice sempre “lui mi è sempre stato vicino, anche nei periodo più duri, lui c’è sempre stato”. Quando io e Ale ci siamo conosciuti e innamorati, Gandalf era già vecchietto e, dopo pochi mesi, è volato sul ponte… mio marito, da gran romanticone quale è, dice che se n’è andato quando sapeva di lasciare il suo amico umano in buone mani!
Dopo circa due anni dalla sua morte, passata la fase “non voglio più nessun’altro cane”, arrivò Asaki, la sua storia è stata già raccontata in questo blog e Asaki è riuscito a conquistare il cuore di molti, anche di chi non l’ha conosciuto personalmente ma solo visto in foto. AsakiRimarrà per sempre nel mio cuore, aveva un animo da guerriero ed un gran cuore, in più aveva un debole per me e pagherei oro per riaverlo qui anche solo per qualche coccola…
Asaki è stato colui che ci ha dato l’idea della lana di cane, colui che, con mute stratosferiche, ci ha fatto sorgere “la necessità” di trovare qualcuno in grado di realizzare lana dal suo sottopelo, perché l’idea ci è venuta proprio così e, evidentemente, non era una necessità solo nostra vista la grande richiesta che oggi abbiamo! Per questo saremo per sempre riconoscenti a lui, Asakone, che oggi ci protegge e ci segue!
Alessandro, mio marito, aveva conservato anche il sottopelo di Gandalf diversi anni prima, pensando “prima o poi troverò qualcuno in grado di filarmelo”… chi l’avrebbe mai detto eh!!! Peccato che, durante un trasloco, prima della nascita di Lana di Cane, gettammo quel sacco nella spazzatura pensando, tanto non troveremo nessuno capace di filarcelo… Mannaggia!!!
Come dico sempre, non ci siamo inventati nulla, abbiamo visto che c’era questo desiderio da parte di molti proprietari di cani nordici e non solo, e abbiamo deciso di mettere la nostra abilità, riscoperta grazie ad un arcolaio dell’800, al servizio di chi volesse la lana del proprio cane.
Essendo abituati a fare più o meno tutto in casa, ci siamo fatti anche il sito web, messo on line quasi per scommessa tra me e Ale e, dopo soli 15 gg, ci scrive Maurizio, dalla Sicilia… aveva un chilo di lana di cane da farci filare e indovinate che cane era… un Akita inu ovviamente!!!Akuma
Fu una gioia immensa riceve quello scatolone di pelo e riuscire a rimandare a Maurizio i gomitoli della sua amata Akuma, volata sul ponte qualche anno prima… e fu una gioia immensa ricevere un video di ringraziamento da Maurizio e da sua moglie e la foto del gilet che poi realizzarono con la lana di Akuma!
Grazie a quei ringraziamenti capimmo che stavamo facendo la cosa giusta, per qualcuno sembrava una follia ma in questi 3 anni di attività abbiamo fatto lana solo per persone immensamente innamorate del proprio cane, e questo lo dico con orgoglio!!!
Non finirò mai di ringraziare Maurizio per la fiducia che ci ha dato, con la sua fiducia siamo riusciti a far partire “lana di cane” e oggi la coda di attesa per la filatura e molto lunga.
A novembre scorso abbiamo adottato un altro Akita, Max, 5 anni e una gran voglia di vivere! Un akita buono ed anche un po’ “fessacchiotto”, caciarone e giocherellone, caratteristiche un po’ strane per un akita ormai adulto, ma forse date dalla sua origine partenopea! Infatti, mai e poi mai ci era capitato di incontrare un cane così matto per “a pizz ca pummarola ncopp”!!!
MaxStiamo conservando ogni spazzolata ma, come dico spesso a chi mi chiede informazioni sulla lana, Max ne perde pochissima, Asaki con una muta ne perdeva oltre mezzo chilo! Gandalf una via di mezzo tra i due. Tra il primo e l’ultimo Akita Inu c’è un abisso, di certo la razza è molto cambiata in questi ultimi anni, sia morfologicamente che caratterialmente. Quindi concludo dicendo che si può essere appassionati di una razza, si possono amare le caratteristiche tipiche della razza, che comunque è in continua evoluzione (o involuzione!?) ma ogni cane è un’anima a se, da amare ed apprezzare per quello che è!
Personalmente credo che le caratteristiche che ci hanno fatto innamorare dell’Akita Inu, si stanno gradualmente perdendo e questo è un vero peccato!!!
Giulia

 
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Pubblicato da su 07/06/2013 in Lana Di Cane

 

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Scegliere di acquistare un Akita – Seconda Parte

Abbiamo, nella prima parte, accennato a diversi tipi di allevatori.
Riassumiamoli, dunque, e cerchiamo di approfondire i diversi tipi.

Allevatore con affisso: il primo tipo di allevatore ha un “affisso” ossia un nome specifico che possiede lui e lui soltanto con il quale si identificano i nomi dei cuccioli da lui allevati.
Riportiamo esattamente ciò che è richiesto dall’ENCI per ottenere l’affiso:

Per presentare domanda di concessione di affisso in Italia il richiedente dovrà:

  • risultare proprietario di almeno 2 fattrici della medesima razza;

  • aver prodotto e iscritto al libro genealogico italiano almeno 2 cucciolate, della stessa razza delle fattrici di cui al punto a);

  • non aver subito condanne o non aver un procedimento in corso per reati a tutela del sentimento per gli animali, in merito all’attività di allevamento svolta o al commercio di cani;

  • aver sottoscritto il codice etico dell’allevatore di cani;

  • essere residente in Italia.

  • Importo di EUR 637,50 per l’ottenimento di un affisso individuale. In caso di affisso in società l’importo da versare è di EUR 637,50 + 318,50 per ogni socio in più.

L’allevatore con affisso sottoscrive un Codice Etico ed è tenuto ad osservarlo.
Di solito alleva da molti anni in quanto per ottenere l’affisso ci vogliono particolari requisiti che richiedono tempo per conseguirli.
Solitamente è un allevatore che frequenta esposizioni e che sottopone al giudizio di esperti giudici il lavoro di selezione da lui effettuato.

Allevatore amatoriale senza affisso: questo tipo di allevatore non è ben riconoscibile dai nomi dei cani che alleva ed inoltre non è tenuto a firmare il Codice Etico. Può avere esperienza di vari anni e frequentare esposizioni, oppure può essere all’inizio della sua carriera. Per verificare se dietro un allevatore amatoriale ci sia davvero passione per la razza bisogna porre molte domande.

Allevatore “cagnaro”: anche se ha moltissimi soggetti, li accoppia senza un reale scopo di selezione, mirando esclusivamente ad un ritorno economico. Può allevare in batteria, senza curarsi particolarmente della salute dei riproduttori e del carattere dei cuccioli.

Privato appassionato: è colui che ha una grande passione per la razza, frequenta le esposizioni, conosce i cani, le linee di sangue ed è sempre aggiornato, ha un cane o una coppia di cani e se effettua cucciolate lo fa tenendo presente lo standard e accoppia cercando di portare migliorie alla razza.

Privato “cagnaro”: il suo scopo è esclusivamente economico, i suoi accoppiamenti sono effettuati senza conoscenza di standard e linee di sangue, non frequenta esposizioni. Di solito ha una femmina che accoppia con il cane più vicino, o una coppia che continua a riaccoppiare. I suoi soggetti non hanno quasi mai hanno esenzioni per le malattie ereditarie.

Questa analisi riporta la nostra opinione personale sul mondo degli allevatori.
Traete le vostre conclusioni facendo domande, richiedendo informazioni, non fermandovi alle mezze risposte. Tenete sempre presente che la base per allevare è la salute, chi non effettua controlli ufficiali sulle malattie ereditarie (displasia dell’anca ed oculopatie sono le più comuni ed gli esami per verificare la loro presenza sono i più diffusi) non parte con il piede giusto.

 
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Pubblicato da su 04/06/2013 in Cucciolate

 

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