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Bizen No Torazo Okayama Ninami

Bizen No Torazo Okayama Ninami AKIHO 95-2460

di Fabrizio Pace

Bizen

Akita tigrato, nato 11/04/1995,  importato da Antonino Saporito, forse il primo allevatore ad appassionarsi ai tigrati che ha successivamente importato soggetti di grandissimo valore.

Fra gli altri ho scelto Bizen perché figlio del grande Naniwa No Torazo Go Taishi Kukien, tigrato kurotora, akita importante per la grande mole di titoli vinti.

Campione Europeo, Internazionale, Italiano, Francese e Svizzero, Bizen è stato un cane importante anche per la grande qualità dei soggetti  riprodotti, fra i quali vorrei ricordare Iuky Go di Casa Saporito, vincitore del C.A.C.  nella speciale akita giudicata dal Giudice Sig. Jitaro Nakagawa nel 1999 a Milano.

Mr. Jitaro Nakagawa

Mr. Jitaro Nakagawa

 Bizen da parte di padre veniva da una linea di sangue comprendente  tutti tigrati con i più grandi meiyoshi del Giappone; la mamma era una tigrata rossa con dietro il grande Tochihibiki.

Risultato: un tigrato Shimofuri di altissima qualità e grande tipicità.

Lo vidi, per l’ultima volta, nel 2006 in classe d’onore all’ Akitacup…… era ancora un grandissimo akita.

Il pedigree completo è visibile sul sito www.akitapedigree.com

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Pubblicato da su 24/03/2014 in Storia degli Akita

 

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Musashiryu Go Shirai

Musashiryu Go Shirai AKIHO 96-4092

di Fabrizio Pace

musashiryu

Akita rosso,  nato il  30 /09/1996,  importato da cucciolone dal signor Bordone Andrea, catturava l’attenzione per la grande tipicità, aveva occhi, orecchie e muso molto belli che donavano  al cane una espressione mai seriosa sempre sorridente.

Divenne campione italiano e vinse la sua classe al raduno razze giapponesi di Parigi.

Il suo pregio maggiore è quello di aver trasmesso molte delle sue caratteristiche estetiche ai suoi figli.

Con 4 femmine diverse produsse 4 campioni che dominarono in Italia, in Europa e anche alla mondiale.

Anche figli venduti all’estero divennero campioni.

Certamente uno dei migliori soggetti arrivato dal Giappone che permise agli akitisti Italiani di dominare sui ring di tutta l’Europa.

Il pedigree completo è visibile su akitapedigree.com

 
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Pubblicato da su 12/03/2014 in Storia degli Akita

 

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Kyiumei Maru Go Miss Otafukusou

Kyiumei Maru Go Miss Otafukusou  – AKIHO 91-7124

di Fabrizio Pace

Akita rosso, nato il 25-03-1991, sempre dall’ incrocio di linea di sangue di Ise kumo e Tochihibiki.

Vince varie esposizioni in Giappone e arriva in Italia grazie a Richard Helmann che lo importa nel 1993.

Anche in Europa miete successi diventando campione del mondo ed Europeo imponendosi sui ring di tutta Europa per la sua grande tipicità, colore e qualità del pelo di un rosso stupendo e con la coda portata benissimo.

Tutte queste qualità le trasmette ai suoi discendenti.

Purtroppo il cane a causa di una malattia ebbe una carriera riproduttiva corta ma i pochi soggetti nati  furono di grande valore.

Tra tutti ricordiamo Shoun Go Shonan Yamada.

Il pedigree completo è pubblicato sul sito www.akitapedigree.com

Kyuhmei

 
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Pubblicato da su 04/02/2014 in Storia degli Akita

 

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Genji Go Musashi Aiwa

Genji Go Musashi Aiwa Loi TC059232

di Fabrizio Pace

Akita rosso,nato 2  luglio 1993, importato dal Giappone da Andrea Bordone.

Figlio di Tohgoku Go Shimoda Kurofune e Aihime Go Musashi Aiwa, fratellastro di Gohryu Go ShohnanYamada.

Nel suo pedigree si incrociano la linea di sangue di Isekumo e Tochihibichi in totale 6 Meiyoshi ripetuti più volte.

Questo akita è un soggetto di grande mole con altezza al garrese di cm 70, di grande tipicità che unita al suo grande pedigree ha impresso ai suoi discendenti struttura e ossatura imponente.

Ha riprodotto campioni come Koji Go delle Bianche Vallate e Kaori Go.

Oggi si potrebbe dire che forse l’unico neo era il muso un po’ pesante con un labbro leggermente abbondante ma con Lui in genealogia non si difettava in altezza, massa e struttura; altre sue peculiarità erano testa tipica e orecchie ben portate, buon colore e qualità del pelo, occhio molto tipico.

Visto dal vivo era imponente, ammaliava la sua grande struttura, sicuramente fra gli akita più alti che abbia mai visto.

Il pedigree completo è pubblicato su http://www.akitapedigree.com

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Pubblicato da su 05/01/2014 in Storia degli Akita

 

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Shoun Go Shonan Yamada

 Shoun Go Shonan Yamada  LOI TC034639

di Fabrizio Pace

Di colore rosso, nato il 07 luglio 1992.

Insieme a Gohryu Go arriva in Italia dal Giappone Shoun Go detto Masaru, figlio di un altro soggetto di cui parleremo successivamente,  Kyuhmei Maru Go of Miss Otafuku Sou.

La prima volta che sento parlare di questo cane fu in occasione di una esposizione:  noto un bellissimo soggetto molto  tipico, di colore rosso, con occhi ed espressione ammalianti: sul catalogo leggo che era figlio di Shoun Go.

Mi riprometto di incontrare dal vivo questo soggetto .

Finalmente in occasione di una mostra speciale organizzata ad Ancona lo posso ammirare dal vivo: cane con struttura e  ossatura notevole, testa bellissima, orecchie portate bene in avanti, occhio triangolare e ben inclinato, pelo di grande qualità di un colore rosso unico e difficile da descrivere per la sua bellezza, sicuramente insieme a Gohryu Go un passo avanti rispetto ai soggetti fin allora visti sui ring in Italia e in Europa.

La rassomiglianza con il nonno il Meiyosho Tochi No Shogun Go Saitama Hibari Sou era impressionante.

Shoun go colleziona i titoli di campione italiano, sociale  ma soprattutto trasmette le sue grandi qualità ai suoi discendenti e viene anche nominato campione riproduttore.

Sulla scia di queste due importazioni altri allevatori fecero arrivare dal Giappone soggetti di grande valore di cui parleremo nei prossimi articoli.

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Il pedigree completo si trova su www.akitapedigree.com

 
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Pubblicato da su 22/11/2013 in Storia degli Akita

 

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Wasao… una star a pelo lungo.

L’akita più famoso dopo l’eroe Hachiko è Wasao (わさお). Questo enorme orso bianco ha fatto frequenti apparizioni in programmi televisivi, ed è addirittura diventato protagonista di un manga e di un film (di cui vi allego il trailer) uscito in Giappone a marzo 2011.

wasao

Wasao è stato lanciato addirittura come cantante, digitalizzando i suoi latrati usati per reinterpretare il brano “Bokura no takaramono”. Il singolo è stato anche messo in commercio nella versione di suoneria per il cellulare. Parte del ricavato sarà donato all’UNESCO, che ha riconosciuto la dog-star come suo “cane ambasciatore”.

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Wasao però non vanta un’origine “nobile”, anzi, è stato trovato abbandonato in un porto ed è stato accudito dai pescatori del luogo. Deve il suo nome all’espressione giapponese “busu-kawaii”, che letteralmente significa “brutto-bello”, cioè è sgradevole e gradevole allo stesso tempo.

La sua storia e il suo aspetto ha colpito talmente tanto che nelle librerie del Giappone si possono anche trovare in vendita i suoi book fotografici!

wasao3

Per chi volesse ammirare delle foto di questo simpaticissimo akita eccovi il link della pagina facebook ufficiale:

https://www.facebook.com/pages/%E3%82%8F%E3%81%95%E3%81%8A%E5%85%AC%E5%BC%8F%E3%83%95%E3%82%A1%E3%83%B3%E3%83%9A%E3%83%BC%E3%82%B8wasao-oficial/326556947382562

 
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Pubblicato da su 15/03/2013 in Pelo Lungo

 

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L’onorevole samurai akita e il nobile ninja shiba

di Elettra Grassi

478549_473493686034259_2074738714_o copiapiccTORINO SAYUKI

Mi sono cimentata in diversi articoli , piccoli saggi e blog  attraversando i temi cinofili più bizzarri e diversi. Il mio essere eclettico e la naturale curiosità mi ha favorito i questi esercizi cino-culturali simili a volteggi acrobatici, perciò quando mi è arrivata la richiesta dal mondo akitista di fare un breve pezzo sulle differenze shiba-akita ( Ops! Già primo errore: AKITA-shiba!!) in ottica akitista avrei dovuto pensare: “che ci vuole?!?! Siamo così vicini come mondi!!” .  Invece nulla è tanto lontano come ciò che ti è vicino: crisi!

Mi sono chiesta: come vede un akitista lo shiba?!

È come chiedere ad un soldato austriaco in trincea nella guerra del ‘15-‘18 come vede il collega italiano: in divisa , in trincea, col fucile, e di bandiera opposta alla sua !!

Potrei iniziare con una carrellata di frasi, motti, battute che ho ascoltato nel mio lungo percorso cinofilo nello shiba.

Iniziamo col dire che non ho mai conosciuto un vero akitista inside che prendesse sul serio lo shiba come razza a se stante e indipendente. Eh si! cari akitisti, ve lo voglio dire: siete tutti profondamente akita-centrici!! Ogni cane che raffrontate all’akita ne esce sconfitto e ogni cane che può essere akitizzato, lo akitizzate. Come gli antichi romani colonizzavano l’allora mondo conosciuto, l’akita e l’akitismo egemonizzano ogni altra forma di cultura canina: tutto viene misurato e stimato in akitometri.

noa e miky

Ho visto spesso akitisti con shiba e mai shibisti con akita. E questo è già un indicatore di quanto siano differenti questi mondi. Da shibista potrei dire che lo shiba ha uno fascino unico, un temperamento incredibile, una intelligenza eccelsa e che quindi l’akitista deve compensare le mancanze del proprio mondo tenendosi vicino un vero cane. Ma ahimè ho imparato che la versione akitista non è esattamente questa.

Nel mondo akitista (livello commerciale) lo shiba è quel mini akita che per strane ragioni la gente richiede qualora non possa permettersi, IL vero cane, l’ akita.

Nel mondo akitista (livello Pet) lo shiba è quel buffo folletto dai tratti orientali che saltella qua e la mentre IL vero cane, l’akita, dignitosamente guarda con bonaria sufficienza

Nel mondo akitista(livello culturale) lo shiba è una razza minore proveniente dal Giappone, che i giapponesi hanno se non possono permettersi IL vero cane, l’akita

Nel mondo akitista (madrepatria, Giappone, giudici e allevatori) 100 shiba semplicemente non fanno un akita, e questo è tutto.

Voi comprenderete che da shibista, dotata della normale bellicosità tipica dello shibismo, ho le mie difficoltà a rapportarmi con il mondo akitista in maniera pacifica.

Lo shibista non ha mai akita per il semplice motivo che l’akita non è uno shiba. Tutto qui, noi siamo essenziali nel tipo e nel pensiero. Oltre al fatto che per uno shibista vige il motto “ lo shiba al di sopra di tutto” , e non apprezzo lo humor di un mio amico akitista che mi dice: purchè prendiate la scala che sennò non vi vediamo…tipico humor akitista….non fa ridere!

HIRO

Ma anche la storia ci mette ai poli opposti del continuum spazio temporale (sono patita di fantascienza si vede?!!?). Lo shiba è la razza nativa più antica, l’akita la più recente, lo shiba ha una storia di selezione lineare, l’akita ha avuto diverse immissione di altre native e una rielaborazione del tipo. Lo shiba non esisteva in quanto razza, ma in quanto cani di taglia contenuta differenziata molteplici ceppi ausiliari per la caccia, unificati in epoca moderna, negli anni  ’30, sotto un’unica razza, che ha racchiuso tutti i tratti di tipo comuni, pulendo il tipo dai tratti specifici di sottovarietà. L’akita nasce come unica razza, in epoca antica e si spacca in 2 in epoca moderna: esatto percorso inverso rispetto allo shiba. Tra le altre cose invidiatemi pure: nel 2008 ho visto i primissimi stud book degli akita in Giappone, e ho visto le foto dell’epoca e i documenti inerenti la prima fase della selezione. Quanti lo possono dire?

Molti si chiedono le differenze di tipo fra le 2 razze. La cosa buffa è che per lo shibista è ovvio, anzi palese: l’akita NON è uno shiba. Mentre per l’akitista, ragionando in akitometri e akita mind, lo shiba semplicemente non può essere qualcosa di diverso da un suo sottoprodotto.

E questo è il motivo per cui non ho ancora visto un akitista nei salotti buoni dello shibismo. Anche se talvolta ho il dubbio che l’akitista manco si ponga questo problema….

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Al di là degli scherzi il tipo è profondamente diverso, e questo semplice banale concetto, assolutamente scontato nel resto del mondo specie nei paesi shibisti (usa , e nord europa) ho avuto non poche difficoltà a farlo comprendere in questo paese. Nel mio percorso shibista, ho trovato a suo tempo una totale completa arretratezza culturale nella mia razza in termini di studio interesse e conoscenze e un clima che può essere rappresentato dalle seguenti domande che mi furono fatte da espositori, giudici, allevatori e ovviamente dagli immancabili akitisti: “ma scusa perderai tutto ‘sto tempo su una razza minore che manco è un akita!?!?” , e poi : “ ah davvero?!!? – in tono sorpreso- lo shiba è differente dall’akita?!?!? Ma pensa un po’! ogni giorno se ne impara una!”,  e poi : “ ma allora uno shiba non è un derivato dell’akita?! Oh cavolo! Io che ho sempre pensato che quello che ho studiato per l’akita valesse per lo shiba!!” e un bellissimo commento proprio da VERO appassionato : “ ma che ti metti a studiare e a scrivere che se poi la gente sa che non è un’akitino diventa più difficile proporre i cani in ring e venderli!” , sino al più bello che riassume appieno lo spirito di quanto sin’ora detto : “ bella la testa di Sayuki ha fatto grandi cose,davvero senza precedenti, è sicuramente molto molto shiba, ma non erano più belli gli shiba quando erano molto più akita?!?!”

Vi avevo mica accennato al fatto che l’Italia è un paese profondamente akitista?!?

Lo scrivo giusto per sottolinearlo nel caso non vi fosse sorto il sospetto leggendo queste mie esperienze di vita.

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La testa, già da questo è possibile vedere le differenze di tipo principali. Mi trovo talvolta coinvolta e travolta nel vedere degli akita, giapponesi e non, adulti e cuccioli , praticamente mai i miei amici akitisti vedono i miei cuccioli o il lavoro sullo shiba , mi dicono: ma i tuoi sono shiba?!!? Cosa potremmo mai dire su di loro, se non che hanno tutti i difetti dell’akita senza averne i pregi!?

Il problema è  che lo stesso vale per lo shibista: la testa dell’akita ha tutti i difetti che la testa dello shiba non deve avere. Vi assicuro che se avete l’occhio tarato su una razza è molto difficile guardare l’altra. Sperimentando su me stessa questa difficoltà ho capito perché anni e anni di giudici akitisti non hanno aiutato lo shiba italiano ad essere al livello di quelli nordici, e ho capito perché mediamente le scelte reciproche sui cani sono opposte.

Il miglior seminario a tal proposito, proprio sulle differenze fu di Mr Tomimoto, nel 2007, durante il primo shiba meeting promosso dall’allora neo fondato SHIRR (by me and others!), primo giudice shibista a sbarcare sull’italico suolo, un po’ come Armstrong sulla luna insomma.

Chiesi appositamente di fare un raffronto sulle razze nel seminario, e lui mi disse: “ma che senso ha questa richiesta? Nessuno potrebbe mai confondere 2 razze così distanti e con nulla in comune!”

Eppure qui in Italia ce ne fu un gran bisogno, un unicum nel panorama cinofilo mondiale ma tant’è.

Viste dall’alto le teste sono triangolari: l’akita ha un triangolo corto, lo shiba allungato. Di profilo le linee della testa nell’akita sono corte, nello shiba lunghe. Vista di faccia la testa dell’akita è un gioco di linee spezzate quella dello shiba di linee continue (bellissima questa definizione di Tomimoto!). L’akita ha occhi più piccoli, rapportati alla testa e meno inclinati, le orecchie quindi sono più distanti e portate in avanti. Lo shiba ha occhi più inclinati e allungati e quindi orecchie più alte. La canna nasale nell’akita ha linee più corte dritte e si inserisce in uno stop molto scosceso. Lo shiba ha muso lungo pieno tondeggiante inserito in uno stop ben disegnato e allungato, mai scosceso. La testa dell’akita è molto tecnica e disegnata a tavolino, la testa dello shiba molto naturale e ancestrale nei tratti.

Entrambe le razze hanno leve lunghe e arti lunghi, ma le linee del tronco nell’akita sono corte e compatte , nello shiba allungate. La conformazione quindi di groppa, cassa toracica , lunghezza del rene ecc è speculare nelle 2 razze.

Anche il portamento della coda non ha i medesimi range di tipicità, molte code antiche e assai tipiche dello shiba non sono ammesse nell’akita.

L’akita esprime dignità, fierezza, sicurezza. Lo shiba nobiltà, temperamento, sobrietà, è un cane essenziale. Se dovessi dare un’immagine lampo delle 2 razze in una parola, l’akita è l’ordine, lo shiba il caos. L’akita è il samurai, lo shiba il ninja.

Insomma c’è poco da fare, 2 razze 2 mondi, 2 stili , 2 filosofie di vita diverse!

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Pubblicato da su 05/03/2013 in MAI DIRE AKITA

 

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