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Archivi categoria: Il Moralizzatore degli Akita

A questo punto mi domando se con questa frase non intendesse la SUA di vita. Perchè la nostra non sarà più la stessa.

di Erika Anatolio

Erano i primi di marzo del 2011 quando, ritornata da Londra per il mio compleanno, mio padre mi fa vedere il film Hachiko su sky e conosco la razza Akita.

Non c’è che dire, è un bellissimo cane ma è pur sempre un film, ovvero tantissimi addestratori dietro le “quinte” e una favola da raccontare.

Però che bello avere un cane del genere.. Questo era il pensiero che mi frullava in testa..

Torno a Londra per restarci qualche altro mese finchè non è ora di tornare a casa.

Durante l’estate aiuto mia zia al negozio di animali da cui prende vita la mia passione sfrenata per gli animali, mi documento molto, compro libri ecc.. finchè non inizio ad interessarmi sullo standard dell’Akita.

Su internet trovo molti pareri discordanti, c’è chi dice che sia un cane ingestibile e non addestrabile e chi dice che sia un cane semplicissimo da educare. IL carattere scritto nello standard non è dei migliori perchè anche lì trovi quattro parole messe in fila e sempre diversi tra loro.

Ho sempre desiderato avere un cane e quando ero piccola, mio padre esaudii questo mio desiderio prendendo una meticcia da un amico che aveva una cucciolata. Purtroppo ad un anno muore per una malattia fulminante allo stomaco, lasciando un vuoto troppo doloroso per far si che passato qualche tempo, potessi averne un altro. Però nel 2011 questa possibilità comincia a diventare lentamente realtà. Non lavoro e per i primi mesi posso occuparmi di un cucciolo. Ne parlo con mio padre e mio fratello, quest’ultimo un po’ contrario ma riusciamo a convincerlo. Il cane deve essere di taglia grande e con il pelo lungo e quindi l’Akita. Continuo ad informarmi su come educare un cucciolo, qualcosa di psicologia canina e comincio anche a guardare dei siti in cui poter prendere un cucciolo. Chiamo anche un allevamento, in cui giustamente mi fa domande su come vivrà il cucciolo, se ho un giardino o meno e se ho altri cani. Non ho un giardino, rispondo, però lo porterò spesso fuori. Gli chiedo anche se possiamo andare per altre informazioni e vedere i cuccioli, poi chiedo anche il prezzo e purtroppo è più alto di quanto possa permettermi e declino l’invito di andare, più che altro per non fargli perdere tempo con qualcuno che non potrà prendere un cucciolo.

Giro in rete e trovo un negozio ma quando ci parlo capisco che proviene dall’est e non ne voglio sapere, poi trovo una cucciolata nata i primi di ottobre, con tanto di pedigree, genitori visibili, vaccini e chip. Chiamiamo e ci mettiamo d’accordo per andare a vederli. Andiamo a casa del proprietario dei cani e dal balcone vedo un’Akita, bellissimo. E quando entriamo in casa la mamma con i cucciolotti.. Degli orsetti bellissimi mentre venivano allattati. Avevano meno di un mese. Entrambi i due cani sono dolcissimi però per via dell’ora tarda andiamo via per tornare un altro giorno.

Torniamo quando i cuccioli hanno da poco compiuto un mese, vivono dentro casa insieme alla mamma e quando ci vedono corrono per conoscerci. Zen il cucciolotto che avevo scelto ha già le orecchie alte e dopo un annusata e giocato con i suoi fratellini decide di farsi un pisolino. Me ne innamoro subito e decido che lui è quello giusto. Il proprietario mi fa vedere un foglio in cui attesta che il papà di Zen ha partecipato ad un expo vincendo e che è esente dalla displasia. Della madre nulla, ma presa dalla felicità non ci penso.

Prima di tornare per prenderlo, lo chiamo per il microchip e subito ci dice che lo possiamo mettere noi. Mi arrabbio e lo minaccio che se il cane non ha il microchip non lo andrò a prendere. Il 9 di dicembre, quando Zen compie due mesi, lo andiamo a prendere. Di pedigree non si parla e non ci lascia nemmeno un foglio dicendo che il cane lo abbiamo preso da lui. Purtroppo di quelle cose non me ne intendo e credevo fosse normale, mentre per il pedigree sapevo che ci voleva tempo, ma non che dovevo andare all’Enci.

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Andiamo a casa con Zen che dorme per tutto il viaggio, gli facciamo fare un giro del palazzo, ovviamente è spaventato dalle macchine, autobus ecc ma non mi preoccupo, in fin dei conti ha vissuto in un paesino sprovvisto di tutto questo caos. A casa è bravissimo, non fa mai la cacca dentro ma la fa fuori, la pipì si alterna sui giornali, traversina oppure sul pavimento ma è ancora cucciolo, infatti verso i quattro mesi la fa sempre fuori. Della persona che ce l’ha venduto non abbiamo notizie, lo contatto su facebook chiedendogli del pedigree e mi dice che sta cercando di farselo avere, poi più avanti la verità: la denuncia non l’ha fatta perchè la madre non ce l’ha ma stava cercando un modo per farcelo avere oppure di andare ad una manifestazione canina, valutare il cane e farsi fare il pedigree..

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Mi arrabbio molto dicendo che mi ha truffata vendendomi un cane non di razza spacciandomelo per tale ma lui mi risponde che non mi ha truffato perchè non me l’ha fatto pagare 2000 euro e se ne lava le mani con un mi dispiace. Zen cresce con dei problemi comportamentali, paura di spazi stretti e chiusi e un’estrema diffidenza con le persone però lo stiamo portando da un educatore e piano piano vediamo dei miglioramenti e purtroppo, scopro anche che ha la displasia ad una zampa di grado D.

Lo dico al proprietario che me l’ha venduto dicendo che non centra niente e di non preoccuparmi perché può vivere tranquillamente bene..

A questo punto mi domando se con questa frase non intendesse la SUA di vita. Perchè la nostra non sarà più la stessa.

Per finire, il mio cane ha 17 mesi ed oltre alla sua cucciolata, la mamma ne ha avute altre due e forse una terza…

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Il Blog col megafono… uniamo le voci!!!

L’uomo col megafono parlava parlava parlava di cose importanti, purtroppo i passanti, passando distratti, a tratti soltanto sembravano ascoltare il suo monologo, ma l’uomo col megafono credeva nei propri argomenti e per questo andava avanti, ignorando i continui commenti di chi lo prendeva per matto… però il fatto è che lui… soffriva… lui soffriva… davvero
L’uomo col megafono cercava, sperava, tentava di bucare il cemento e gridava nel vento parole di avvertimento e di lotta, ma intanto la voce era rotta e la tosse allungava i silenzi, sembrava che fosse questione di pochi momenti, ma invece di nuovo la voce tornava, la voce tornava…

Compagni! Amici! Uniamo le voci! Giustizia! Progresso! Adesso! Adesso!

L’uomo e il suo megafono sembravano staccati dal mondo, lui così magro, profondo e ridicolo insieme, lo sguardo di un uomo a cui preme davvero qualcosa, e che grida un tormento reale, non per un esaurimento privato e banale, ma proprio per l’odio e l’amore, che danno colore e calore, colore e calore ma lui… soffriva… lui soffriva… davvero

Compagni! Amici! Uniamo le voci! Giustizia! Progresso! Adesso! Adesso!

Sono passati due mesi dall’uscita del primo articolo del blog, un blog nato da una grande passione, gli Akita. Da allora si sono alternati post interessanti, informativi, ironici, divertenti, di protesta e di servizio.

il blog parla parla parla di cose importanti, abbiamo cercato finora nel nostro piccolo ed in base alla nostra piccola esperienza e preparazione di condividere con voi l’Akita in tutti i suoi aspetti. Ogni giorno dal Lunedì al Venerdì cerchiamo di donarvi un articolo e, credetemi, non è facile essere sempre puntuali in quanto ognuno di noi ha i suoi impegni, il suo lavoro, il suo cane da badare ma l’amore per questa razza ci ha dato finora la forza di andare avanti… All’inizio del progetto abbiamo promesso che fin quando ci sarà almeno una persona che leggerà un nostro articolo, il nostro sacrifico non sarà stato vano.

Oggi però il Blog soffre… soffre davvero!

L’entusiasmo fin dal nostro primo incontro organizzativo su Skype è stato sempre immenso. Insieme abbiamo scelto i collaboratori, le rubriche, gli argomenti, le immagini, e ci siamo trovati di fronte alle prime difficoltà, i primi problemi, le prime discussioni, i primi rifiuti, le prime delusioni ma crediamo nei nostri argomenti e per questo andiamo avanti, nonostante molti ci han preso per matti.

Oggi però il Blog soffre… soffre davvero!

Il Blog cerca, spera, tenta di essere d’aiuto a chi ha bisogno di sapere di più sugli Akita. Lo fa umilmente, senza troppe pretese, a volte senza prendersi troppo sul serio, altre puntando il dito, a volte attraverso un sapere acquisito e documentato, altre attraverso consigli personali frutto della propria esperienza. Insomma ognuno di noi da quello che può affinché il lettore possa entrare ed immergersi nel mondo degli Akita.

Oggi però il Blog soffre… soffre davvero!

Il Blog profondo e ridicolo insieme pian piano è cresciuto, si è arricchito di nuovi bloggers, di nuovi progetti, di nuove amicizie, di nuove soddisfazioni, di numerose visualizzazioni, di complimenti e critiche costruttive, ma… purtroppo… i lettori, leggendo distratti, a tratti soltanto sembrano ascoltare il suo monologo… nonostante questo va avanti e col megafono continua a gridare…

Oggi però il Blog soffre… soffre davvero!

Tale apparente poca attenzione ai vari articoli scritti, dalla pubblicazione dell’articolo di Elettra Grassi

http://akitainprogress.com/2013/03/05/842/

è magicamente sparita, anzi direi che l’attenzione si è concentrata in ogni condivisione fatta nel Social Network per eccellenza. Non entro nel merito delle cose scritte e dette, ne tanto meno dei toni usati, ognuno è libero di esprimere la propria opinione come e dove vuole su ogni articolo ma tengo a precisare che il blog ha voluto questo pezzo e lo ha chiesto alla sua autrice, che ringraziamo per averci dedicato del tempo, che lo ha scritto in modo molto ironico e assolutamente senza alcun intento di offendere gli Akita né i loro padroni. Magari tutti i nostri blogger dimostrassero il suo impegno, in breve tempo ci ha consegnato lo scritto, mentre siamo in attesa dall’inizio della creazione del blog di alcuni articoli.

Ecco perché il Blog soffre… soffre davvero!

Esprimere il proprio giudizio è lecito, una cosa può o non può piacere, ma attaccare in modo così feroce l’autrice per via di questo articolo è come attaccare l’intero blog ed il lavoro svolto finora. Mettiamo da parte le nostre simpatie ed antipatie, la minaccia della propria poltrona, pregiudizi secolari e cerchiamo di cogliere il succo di quelle parole, l’akita e lo shiba sono due razze tanto belle quanto diverse… tutto qui!

ma quel che mi preoccupa e mi fa soffrire ancor più è che molti degli argomenti trattati fino ad oggi non hanno avuto il meritato riscontro, anche quando si parlava di cagnari, di standard, di salute…

mi si pone un interrogativo, ma amiamo la razza quanto realmente professiamo di fare?

Preferiamo la polemica o la tutela della razza?

Sarebbe stato bello vedere questa unione di voci, questo vigore nell’argomentare, questo temperamento acceso in altri contesti, sotto altri articoli, sicuramente più bisognosi di una tale reazione…

mi fermo qui con l’augurio e la speranza di rivedere presto questo fervore soprattutto quando c’è da attaccare chi minaccia la nostra razza e dal punto di vista della sua bellezza e dal punto di vista della sua salute, e credetemi ce n’è realmente bisogno!!!

Compagni! Amici! Uniamo le voci! Giustizia! Progresso! Adesso! Adesso!

megafono

 
 

È ESTREMAMENTE importante, per fermare l’importazione illegale di cuccioli, non acquistarli in negozio ma solo rivolgersi ad allevatori o a privati.

È altresì importante e necessario, per avere la certezza di acquistare un cucciolo in buona salute , chiedere SEMPRE di visionare gli esami che attestino la buona salute dei riproduttori,  l’esenzione ufficiale da displasia anche ed oculopatie, sia ad allevatori che privati.

 
 

Il problema è che ho avuto fretta, troppa.

di Ilenia Di Noia

 

Mi sono rivolta ad un cagnaro senza saperlo.
Ero convinta di essermi messa in mano ad un privato.

Il problema è che ho avuto fretta, troppa.

Dopo 10 anni finalmente mi si era presentata l’opportunità di avere un nuovo cane in famiglia e non intendevo aspettare che i miei cambiassero idea! Mi sono messa a cercare subito un cucciolo (volevo un akita perchè ne avevo conosciuto uno qualche anno prima: una bellissima femmina tigrata nel mio paese) e, eliminando i negozi, ho optato per gli annunci dei privati. Mentre cercavo, mi sono imbattuta nella questione “pedigree” e ho provato a capire a che cosa realmente servisse spulciando nei siti internet. La mia famiglia aveva sempre avuto cani meticci e trovatelli quindi sulla questione del pedigree eravamo fermi alla concezione “serve solo per fare mostre”. E le mie ricerche in internet, purtroppo, non hanno fatto che consolidare questa nostra convinzione! Quindi, al diavolo il pedigree…. avevo trovato un cucciolo da un privato senza pedigree.

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Ora, dopo tutto quello che ho scoperto, mi sento terribilmente in colpa.
In colpa in primis per Gohan, che ha dovuto affrontare un viaggio dell’inferno dall’est in Italia, che ha subito il distacco precoce dalla madre sviluppando un’incapacità a comunicare con i suoi simili (fortunatamente grazie al lavoro di un educatore siamo riusciti a recuperare tutto) e che probabilmente avrà avuto paura e avrà sofferto la solitudine.
Mi sento in colpa per la madre di Gohan che a causa della mia richiesta ha dovuto sfornare anche lui…. l’ennesima cucciolata in condizioni pietose…..
In colpa per tutti gli altri cuccioli e per tutte le altre madri “detenute” perchè con la mia richiesta, ho contribuito a questo traffico. E finchè ci sarà richiesta ci saranno cagne sfruttate e cuccioli che rischiano la vita e che, se saranno fortunati e sopravviveranno, saranno destinati a fare i conti con delle problematiche comportamentali.
Mi dispiace di tutto questo. E spero che il mio racconto possa servire a qualcuno, per evitare di commettere il mio stesso sbaglio…

“siccome ho scoperto che quel cagnaro che ci ha venduto Gohan continua a vendere cuccioli e alcuni sono malati, vi spiego come agisce questo tizio.
Allora, premetto che io ero molto disinformata e di questo me ne faccio una grande colpa. L’unica cosa che sapevo quando ho deciso di prendere un cucciolo era che non dovevo comprarlo in un negozio.
Ovviamente, non è bastato a non farmi cascare nella trappola.
Ho trovato un annuncio su internet che diceva che erano rimasti due cuccioli (un maschio e una femmina) di una cucciolata nata in casa da genitori italiani. Il pedigree non era nemmeno nominato (ma tanto io non volevo fare mostre.. quindi a che mi serviva????)
L’annuncio se non ricordo male era stato pubblicato nei pressi di Bologna. Mi sembra che era firmato a nome di “Serena”.
Insomma, chiamo. Ho chiesto informazioni circa la cucciolata (ma senza addentrarmi in particolari fondamentali come pedigree e lastre ecc) e ho bloccato il cucciolo dando 150 euro (il cucciolo l’ho pagato 750). Erano i primi di gennaio. Il cucciolo ce l’avrebbero consegnato a 60 giorni e quindi il 7 aprile. Io durante questo periodo ero in Irlanda per studio. Mi sono fatta mandare le foto di mamma e papà, controllando sul web che non fossero foto rubate a qualcun’altro e non avendole trovate da nessuna parte mi sono messa l’anima in pace.

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Il mio rientro in Italia era previsto per il 6 aprile.
Morale: dieci giorni prima della data del ritiro chiamano il mio ragazzo dicendo che il cucciolo bisognava ritirarlo subito, altrimenti dovevamo aspettare la prossima cucciolata. Il mio ragazzo me parla con i miei e decidono di andarlo a prendere per non dovermi dare la delusione di aspettare ancora (dato che desideravo un nuovo cane da anni…). Il tizio gli dice che siccome fino a San Marino è lunga, gli sarebbe andato incontro. Mentre erano in viaggio questo qua chiama di nuovo dicendogli di incontrarsi in un autogrill in autostrada (non ricordo bene dove ma in Emilia Romagna). Una volta consegnatogli il cucciolo ha chiesto ai miei di non dire che fosse di San Marino ma di Bologna.

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Ora, a noi è andata bene (per ora) e Gohan è sano e nonostante sia stato tolto presto dalla madre non ha mai avuto problemi di aggressività (solo un problemino di comunicazione con i suoi simili che abbiamo risolto con un educatore) ma in molti casi purtroppo la situazione è ben più grave della mia.

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Nella mia ignoranza ero convinta di aver preso un cucciolo da un privato.

Durante il giorno della consegna, quando ormai i miei erano in viaggio, si è rivelato per il cagnaro che è. Quest’uomo vende ancora e pare che i suoi annunci girino ancora su internet.
Sarebbero bastate solo due domande quando ho chiamato per non cadere nell’errore:
1) pedigree e lastre ufficiali
2) genitori visibili.
Purtroppo, tutto questo l’ho scoperto dopo….”

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Se hai qualcosa da dire, dillo adesso…

OFFESO

di Niccolò Fabi

Dillo pure che sei offeso 
da chi distrugge un entusiasmo
da chi prende a calci un cane 
da chi è sazio e ormai si è arreso
da tutta la stupidità
chi si offende tradisce il patto
con l’inutile omertà
rimane senza la protezione
del silenzio, dell’assenso 
del “tanto dobbiamo sopravviverci
qui dentro” 

Quando vivere diventa un peso 
quando nei sondaggi il tuo parere 
non è compreso 
quando dire amore diventa sottinteso 
quando la mattina davanti al sole 
non sei più sorpreso 

Offeso

Dillo pure che sei offeso
dalle donne che non ridono
dagli uomini che non piangono
dai bambini che non giocano
dai vecchi che non insegnano
se hai qualcosa da dire dillo adesso 
non aspettare che ci sia un momento 
più conveniente per parlare 

Quando vivere diventa un peso
quando nei sondaggi il tuo parere
non è compreso
quando dire amore diventa sottinteso
quando davanti al sole la mattina
non sei più sorpreso
dillo pure che sei
offeso

Anche questa volta cari lettori prendo spunto da una canzone affinché possiate cogliere il mio invito ad esternare tutto ciò che avete dentro contro chi vi ha offeso, recato danno, ha spento un entusiasmo e soprattutto ha giocato con i vostri sentimenti o, meglio, ci ha “guadagnato con i vostri sentimenti“.
Leggo spesso su Facebook testimonianze di proprietari che hanno avuto una spiacevole esperienza con venditori che purtroppo hanno mentito, hanno speculato, hanno importato cuccioli dall’est, sono stati superficiali negli accoppiamenti tra soggetti consanguinei, tra soggetti con displasia e anche tra soggetti non completamente in standard.
Il moralizzatore da l’opportunità a chi si sente di raccontare la propria esperienza affinché possa essere di aiuto a tutti coloro che si apprestano ad acquistare un cucciolo.
Inizieremo una vera e propria campagna contro chi approfitta della nostra buona fede, della nostra inesperienza e della nostra voglia di un cucciolo, ora e subito. Oltre a darvi voce cercheremo di sensibilizzare la massa attraverso delle iniziative semplici da realizzare che si concretizzeranno anche attraverso il vostro semplice e piccolo aiuto, seguiremo piste e cercheremo di scovare i cosiddetti “cagnari”.
Sicuramente sarà un impresa ardua quanto rischiosa ma certamente con l’inutile omertà mi sentirei di tradire l’Akita, la nostra magica razza.
Fabi ci sprona a dire, a parlare, ad uscire dalla protezione dell’assenso, del silenzio, del tanto dobbiamo sopravvivere e gridare a tutti il nostro essere OFFESI, soprattutto quando tutto diventa per noi un peso, quando anche le grandi cose non ci meravigliano più, quando il nostro amore per gli Akita diventa sottinteso…
e no questo amore non può rimanere sottinteso, deve esplodere, deve essere esternato, non celato ne oscurato dal successo personale, dagli interessi economici, dalla voglia di apparire, chi ama realmente questa razza e vuole il suo bene non deve aver paura di parlare, di prendere posizioni, di scendere in pista, di agire.
“Ragazzi vorremmo davvero invitarvi in questo momento, se avete un motivo per essere offesi a farlo insieme a noi, a sentire la nostra solidarietà e la vostra, la vostra alleanza, facendo il gesto più semplice che di solito si fa ai concerti… cioè battendo le mani insieme…”
Chiunque volesse darci una mano può scrivere al blog al seguente indirizzo: akitainprogress@gmail.com mettendo in oggetto MORALIZZATORE
raccontandoci la propria esperienza o sgnala persone che minacciano il bene di questa razza o meglio, di questi esseri viventi, speciali, quali sono i nostri AKITA.
“se hai qualcosa da dire dillo adesso 
non aspettare che ci sia un momento 
più conveniente per parlare”
moralizzatore
 
 

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La triste storia di un cucciolo

Salve, mi chiamo Francesco e scrivo per raccontare la triste storia di un cucciolo.

Vivo da qualche mese insieme alla mia ragazza con la quale abbiamo deciso di affrontare la bella avventura di adottare un cucciolo da crescere insieme. Dopo diverse settimane di ricerche ho trovato un annuncio di un privato che vendeva cuccioli di AKITA INU. Dopo diverse telefonate ho ritenuto di potermi fidare e mi sono recato a casa sua per vedere i cuccioli disponibili (2 in questo caso). Entrati in casa vediamo subito questi meravigliosi cuccioli, piccoli e tenerissimi (il privato sosteneva che avessero 75 giorni). Dopo una chiacchierata e un caffè arriva il momento più difficile, sceglierne uno da portare via con noi.

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Ci rechiamo così dal suo veterinario di fiducia perchè il venditore voleva garantirci che stavamo portando a casa un cucciolo sano.Il veterinario effettua una visita sommaria (battito, temperatura, orecchie ecc) e ci da una compressa di Drontal per la sverminazione dicendoci che probabilmente per 2 o 3 giorni il piccolo avra’ diarrea. Da premettere che Kenta (cosi’ abbiamo chiamato il nostro cucciolo), e’ il nostro primo cane per cui ci siamo fidati del veterinario e siamo tornati a casa del venditore per concludere l’acquisto.

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Gli chiedo se e’ possibile vedere i genitori del cane e a questo punto, mostrandoci il passaporto, ci dice che i genitori sono in Slovacchia. Dopo tutte le storie di queste “tratte” di esseri viventi dall’Est che si sentono al telegiornale, questa risposta fa scendere il gelo in quella stanza, mentre Kenta tra le braccia della mia ragazza le mordicchiava le dita. Ci eravamo già innamorati di lui, non lo avremmo lasciato lì. Non eravamo al corrente di questo prima di recarci dal privato, eravamo convinti che fossero nati a casa sua, magari perchè possedeva uno dei due genitori. Il privato ci dice che li alleva un suo parente all’estero e glieli consegna personalmente con tutte le carte in regola, prendendosene cura durante il viaggio nel modo dovuto.

Decidiamo comunque di fidarci anche perche’ sul passaporto erano segnati tutti i vaccini (stiamo scoprendo giorno per giorno la triste realta’ di questo maledetto traffico e di tutti i retroscena che gli fanno da contorno) e il veterinario ci aveva rassicurato sulla salute di Kenta. Così pago il cucciolo e andiamo a casa. Oltre al passaporto ci consegna un modulo per la cessione del cane che noi avremo poi dovuto portare alla ASL della nostra città ma nessun documento d’iscrizione all’anagrafe canina (che mi sono fatto mandare via fax dopo qualche giorno. Era timbrato dall’ ASL ma la data era uguale a quella della spedizione. qualcosa non torna perchè doveva esser datato molti giorni prima).

Quando arriviamo a casa Kenta e’ molto vivace e mangia come un leone.Tutto nella norma e noi… felicissimi.

Ha un po’ di diarrea ma non ci allarmiamo, il veterinario, ce l’ha detto, e’ normale che il farmaco abbia questo effetto. Passiamo due giorni felicissimi col nostro meraviglioso Kenta. Finalmente abbiamo il nostro”bimbo”.

Lunedi iniziano i primi sintomi di quelle che poi sono diventate due settimane di calvario. Innappetenza, poca voglia di giocare,ma le coccole quelle le fa, ci vuole gia’ bene. E noi a lui. E’ intelligente, in un giorno ha imparato a fare i bisogni sulla traversina non sbaglia un colpo. Il nostro piccolo è meraviglioso.

Martedi e’ il giorno della visita dal nostro veterinario di fiducia,ma Kenta prima dell’ora dell’appuntamento giace immobile sul cuscino che gli avevamo comprato…Sguardo spento, irrigidito, non sta per niente bene. Avvolgo Kenta in una coperta e via. Come un fulmine corro in clinica, dove Kenta viene ricoverato perchè, sebbene non fossero ancora chiare le cause, è fortemente disidratato e debilitato. L’esame delle feci rivela una parassitosi da coccidi, ma i sintomi peggiorano nonostante le cure, tanto da far pensare alla parvovirosi, per la quale doveva già essere stato vaccinato. Diarrea emorragica e vomito inarrestabile lo debilitano ogni giorno di più, nonostante le continue cure. Il vomito causa poi una polmonite ab ingestis che lo porta a morire dopo due settimane di ricovero in clinica.

Siamo distrutti, gli siamo stati accanto tutti i giorni, e abbiamo sperato di salvarlo fino alla fine. E lui ha combattuto con tutte le sue forze povero piccolo. E’ stato orribile vederlo soffrire così.

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Dopo aver visitato un allevamento serio di AKITA INU, abbiamo capito che il passaporto era falso, e col passaporto probabilmente lo erano anche tutti i timbri e le etichette dei vaccini. Infatti il nostro piccolo, non poteva assolutamente avere 2 mesi e mezzo. Un Akita di quell’età è all’incirca il doppio di Kenta. Kenta si è ammalato perchè è stato tolto troppo presto dalla mamma, e probabilmente ha viaggiato senza alcuna vaccinazione e in condizioni precarie. Kenta ha sofferto tanto ed è morto perchè queste persone spietate pensano solo ad arricchirsi e trattano gli animali come oggetti.

Noi abbiamo sbagliato perchè avremo dovuto essere molto più informati.Ma abbiamo agito in buona fede e una volta capito l’errore, avremo dato tutto l’oro del mondo per salvarlo. Non fate mai il nostro stesso errore perchè è orribile veder soffrire queste dolcissime creature e inoltre contribuireste ad alimentare questo assurdo e già enorme traffico. Piuttosto lottate, come stiamo facendo noi dopo questa brutta esperienza, per fermare questa atroce ingiustizia.

Francesco Lucente

 

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Il denaro dei cani non vale niente…

Ops scusate “nani

Prendo spunto dal testo di questa canzone di Branduardi per affrontare un argomento direi attualissimo nel mondo degli Akita, soprattutto dopo il famoso, e tanto discusso nell’ambito Akitista, film “Hachiko”

Ora te la canto, canta che io conto

Conta che canto, canta che io conto

Questo giro di parole ben architettato mi fa immaginare la scena di chi solo per il semplice fatto di avere un Akita, di esser venuto a conoscenza della grande richiesta e di un possibile valore di un cucciolo, di poter arrotondare lo stipendio che in questo periodo di crisi sembra non bastare mai, programma una cucciolata.

Nella maggior parte dei casi, ahimè, ci si mette a tavolino per decidere il periodo migliore per venderli, il maschio da utilizzare, gli accordi da rispettare, i soldi da incassare e del benessere e tutela della razza?

Tanto il denaro dei cani è quello che conta!!!

Ma si!!! Facciamo accoppiare i soggetti anche se non sono stati testati e quindi non esenti da malattie quali displasia all’anca e oculopatie.

Tanto il denaro dei cani è quello che conta!!!

Ma si!!! Il mio Akita assomiglia ad un pastore tedesco? Non rispecchia lo standard? Cos’è lo standard? La coda, gli angoli, le orecchie… è pur sempre un Akita.

Tanto il denaro dei cani è quello che conta!!!

Ma si!!! Il mio Akita è sprovvisto di libro genealogico… si vede che è di razza quindi che cucciolata sia.

Tanto il denaro dei cani è quello che conta!!!

Ma si!!! Facciamo accoppiare il figlio con la mamma, il fratello con la sorella, insomma facciamo pure un accoppiamento in consanguineità.

Tanto il denaro dei cani è quello che conta!!!

Ma si!!! Ho soltanto un pelo lungo… facciamo lo stesso la cucciolata, al massimo li rasiamo!!!

Tanto il denaro dei cani è quello che conta!!!

Ma si!!! Troviamo un maschio che abbia titoli e sia molto bello, cosicché i cuccioli acquistino più valore!!!

Tanto il denaro dei cani è quello che conta!!!

Ma si!!! Pensiamo a come pubblicizzare la cucciolata, Subito.it, Facebook, Blog e Forum!!!

Tanto il denaro dei cani è quello che conta!!!

Ma si!!! Spariamo cifre assurde tanto c’è sempre qualche “allocco” che li compra!!!!

Tanto il denaro dei cani è quello che conta!!!

Potrei andare avanti ancora per molto ma basta così, penso di aver toccato un po’ tutti gli ultimi casi di cucciolate che ho visto in giro nel mondo degli Akita.

Il messaggio è chiaro e non ha bisogno di altre spiegazioni, spero riesca a scuotere la coscienza di chi, allevatore e/o privato, con superficialità ha fatto accoppiare il proprio Akita in queste condizioni poco etiche e soprattutto di grande minaccia contro la razza, la sua bellezza e la sua salute, in cambio di una manciata di soldi che di fronte al valore, la storia, la fierezza e lo splendore di questi cani che tanto amiamo, no, non vale proprio niente…

Allora Branduardi?!? Oltre a quello dei nani anche quello dei cani spesso non vale niente???

“Butta quel tesoro, il denaro dei cani in fumo finirà, il denaro dei cani non vale niente!”

Ah ok ok

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