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Archivio mensile:aprile 2013

128 HONBUTEN AKIHO

di Marisa Colucci

 

Il 3 Maggio in Giappone, a Odate, si terrà il 128° Honbuten Akiho, la Festa di Primavera, importante esposizione durante la quale saranno proclamati i primi Meiyosho del 2013.

In questa manifestazione saranno presenti 180 akita di cui 7 cuccioli e 3 inseriti in classe d’onore che non saranno sottoposti a giudizio.

Gli altri 170 saranno così divisi per classi:

22 femmine e 15 maschi nella classe Yoken B  (6-10 mesi)

17 femmine e 14 mas

chi nella classe Yoken A  (6-10 mesi)

19 femmine e 15 maschi nella classe Waka inu  (10-18 mesi)

8 femmine e 14 maschi nella classe Souken  (18-30 mesi)

11 femmine e 13 maschi nella classe Seiken B (30-48 mesi)

8 femmine e 14 maschi nella classe Seiken A (oltre 48 mesi)

Tra i cani inseriti in quest’ultima classe ci sono quelli che potrebbero essere proclamati Meiyosho.

Gli ultimi

Meiyosho proclamati nel 2012, in occasione della Festa d’Autunno, il 127 Honbuten Akiho sono i seguenti akita:

1° Meiyosho Ren Go Miyagi Kozaki Kensha

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2° Meiyosho Manjirou Go Maruyoshi

 

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3° Meiyosho Harukoma Go Misaki Otanisou

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Perché Hachiko non racconta tutta la verità sugli akita.

Nel 2009 è uscito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo un meraviglioso film “Hachiko, il mio miglior amico”.

Una bellissima storia di fedeltà – tratta da una storia vera accaduta in Giappone nei primi anni del ‘900 – tra un uomo, Richard Gere, e il suo cane di razza akita.
Richard Gere lo conosciamo tutti, bellissimo uomo, grande attore, icona sexi per molte donne sparse in tutto il mondo e ……….l’akita??
Molte persone per la prima volta conoscono questa razza attraverso la visione di questo film.
A noi piacerebbe spiegare perché questa pellicola non racconta tutta la verità circa questo meraviglioso cane.
Si, meraviglioso è dir poco, perché questo cane ha un aspetto bellissimo, un portamento regale, un’espressione che dice al mondo: “io sono il più bello, il più fiero e non ho paura di nessuno”.
Incominciamo, dunque.
All’inizio del film si vede un cucciolo di circa due mesi che intraprende un viaggio dal Giappone.
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Probabilmente, per esigenze cinematografiche, avevano bisogno di lavorare con un cucciolo che avesse già una buona padronanza nel movimento, un’espressione attenta, vigile e curiosa……..insomma, il cucciolo che vediamo – fino alla scena del pop-corn (che assolutamente non bisogna far mangiare né ai cuccioli né agli adulti) – è di razza Shiba.

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A due mesi un cucciolo di akita pesa circa 8 Kg, ma è ancora molto orsetto, molto cicciotto, dotato di una spessa pelliccia lanosa…….direi proprio un peluche.

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Successivamente, come in ogni film i cui protagonisti sono cani, iniziano ad alternarsi una decina di akita, sia maschi che femmine.
Nel film il cane accompagna il suo amico alla stazione, giocando per strada…….nella realtà l’akita non è un cane che può essere condotto senza guinzaglio, sia perché potrebbe decidere di allontanarsi senza curarsi dei richiami e quindi mettersi in pericolo per via delle automobili, sia perché potrebbe incontrare un altro cane e decidere di rispondere ad un’eventuale sfida lanciata dall’avversario.
Nel film Hachiko tiene a bada fino all’arrivo del padrone una puzzola finendo entrambi con l’essere sopraffatti dallo “spruzzo” dell’animale……..nella realtà l’akita è un predatore per cui topi, ricci, nutrie, uccellini, lucertole e a volte anche gatti (se non sono cresciuti insieme) non sono tenuti a bada bensì cacciati e spesso uccisi.

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Nel film Hachiko è un’attento osservatore, specialmente per quanto riguarda il padrone ed è così autonomo ed indipendente che riesce a mettere in difficoltà il fidanzato della figlia che lo invita al solito gioco del riporto della pallina…….nella realtà non riceverete sempre le sue attenzioni, a meno che non sia lui a deciderlo, ma sarete controllati a vista.
Nel film Hachiko è sempre abbastanza indifferente a tutte le persone che lo salutano e gli parlano mentre si vivacizza ogni volta che vede il padrone tanto da saltargli addosso……nella realtà molti akita tendono ad essere diffidenti verso gli estranei , specialmente se non ben socializzati da cuccioli, ma spesso tendono a fare le feste in maniera molto esuberante e controllare un cane di 40 kg che vuole baciarti non è sempre facile.

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Nel film Richard Gere si prodiga in un abile massaggio ed Hachiko sembra rilassato mentre lo riceve…….nella realtà l’akita non è un cane che ama molto essere accarezzato e manipolato per lungo tempo, specialmente se non abituato sin da cucciolo.
Nel film Hachiko è un cane fulvo……l’originale Chuken Hachiko era un esemplare bianco, con una sua personale caratteristica, un orecchio piegato in avanti.

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Le storie raccontate in tutti i film che hanno come protagonisti dei cani sono spesso romanzate e adattate a scopi cinematografici……la realtà in molti frangenti è diversa.

 
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Pubblicato da su 23/04/2013 in Storia degli Akita

 

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L’abitudine al guinzaglio

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Passeggiare al guinzaglio è il primo esercizio che si insegna al cucciolo ed è in realtà anche il più difficile . La passeggiata al guinzaglio deve portare il cane a rilassarsi e divertirsi possibilmente senza trascinarci per tutta la città .
Prima di iniziare questo lavoro dobbiamo abituare il cane al collare o pettorina e al guinzaglio , facciamo quindi indossare al cucciolo un collarino o una pettorina per poter familiarizzare con questo nuovo oggetto.
Per metterglielo al collo potremmo prendere un bocconcino con cui premiarlo nell’attimo in cui agganciamo il collare o riusciamo ad infilarglielo al collo. Questo gioco- lezione deve essere ripetuto fino a quando il cucciolo non associa il collare al premio e dimostra di essersi abituato al collare . A questo punto possiamo agganciarci il guinzaglio e lasciare che all’inizio si trascini quest’ulteriore nuovo oggetto per poi iniziare la nostra passeggiata .
Qualsiasi cosa nei primi minuti faccia il cucciolo sarebbe opportuno ignorarla . Appena avrà dato segnali di calma , invitiamolo a camminare tenendo sempre un bocconcino in mano. Se il cucciolo cammina lodiamolo e magari diamogli un piccolo bocconcino.
Con il passare del tempo il guinzaglio dovrebbe diventare una sorta di cordone ombelicale con il padrone, non uno strumento di contenzione adoperato solo per non permettere al cane di fuggire, ma una “corda magica” con la quale il cane è libero di poter camminare, annusare, allontanarsi un po’ dal conduttore, ma contemporaneamente sentirsi “legato” a lui, godere della sua presenza al fianco.

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Pubblicato da su 22/04/2013 in Educazione

 

Touun Go Tokyo Matsuda detto Azumagumo

Touun Go Tokyo Matsuda detto Azumagumo

                                              AKIHO 55270.

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Azumagumo maschio tigrato nasce il 2 agosto del 1961 dal meiyosho  Azumazakura Go e da Gyokurei Go di proprietà della signora Matsuda.

Azumagumo Go ebbe una carriera espositiva favolosa tanto da vincere sia esposizioni Nippo che esposizioni Akiho.

Nel 1964 viene nominato meiyosho winner.

Il giudice Masaru Matsuda dice di lui: forma delle sue orecchie, la fronte,  le guance e  la forma del volto sono eccellenti, ottima struttura ossea e buoni gli angoli, cane compatto e potente, forma e posizione della coda ottimale ma soprattutto un grande temperamento.

Un vero cane da show, imperturbabile, riusciva a mantenere la postura anche durante le fasi di misurazione. Forse l’ unica nota non positiva è la poca capacità di riprodurre i suoi pregi.

Sicuramente un gran cane da Show.

Fra i suoi discendenti ricordiamo Kumogiko Go e Tensei Go Tokio Matsuda.

Il cane morì nel 1974 a tredici anni compiuti.

Le notizie sono tratte da: Album di foto di cani giapponesi famosi –  volume 2

editore Seibundou Shinkousha Tokio.

 
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Pubblicato da su 19/04/2013 in Storia degli Akita

 

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S.O.S. Muta!

di Annalisa Buccolieri

Spesso chi si accinge a comprare un pelo lungo mi chiede come sia il pelo, quanto ne perda e quanta cura richieda. Ho notato che è diffusa l’idea che pelo lungo significhi più peli in giro per casa. Per quanto riguarda la mia esperienza non è affatto così; certamente non posso vantarmi di avere un cane che non perde peli, anzi, ne sono sommersa, ma allo stesso modo di un proprietario di pelo corto.

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La muta invece è differente: mentre i pelo corto hanno i classici ciuffetti che cadono, causando quell’effetto “groviera”, nel senso che hanno il manto ricoperto di “buchi”, i pelo lungo restano intatti perché i peli vecchi si intrecciano a quelli nuovi e non si staccano se non vengono pettinati. Il periodo di muta è l’unico periodo dell’anno che, per mia esperienza, ha bisogno davvero di una costante cura. Come attrezzarsi? So che molti proprietari di pelo corto usano il Furminator. L’ho provato sul mio pelo lungo e non mi ci sono trovata bene e anche il cardatore serve a poco, toglie solo i peli più in superficie; io mi munisco di scioglinodi, pettine d’acciaio e tanta tanta pazienza, inoltre lavare il nostro pelosone aiuta tantissimo a togliere il pelo morto, infatti durante l’asciugatura (se fatta con i soffioni del toelettatore) vedrete letteralmente nevicare!

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Vi ho postato due foto per farvi osservare la differenza tra prima e dopo la muta. La prima cosa che salta all’occhio è la coda, che dopo la muta è molto spelacchiata, e anche la testa è molto più “spoglia”; inoltre il pelo tende a essere “floscio” e a stendersi verso il basso.

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Ovviamente io vi ho riportato la mia esperienza, non è detto che per tutti i pelo lungo sia così, soprattutto perché ne esistono di diverse lunghezze: alcuni li noti appena sul dorso, la coda e le orecchie, altri invece hanno il pelo molto più lungo, perciò può essere che chi ha un pelo “lungo-corto” si trovi bene anche con il Furminator. Il mio è quello che vedete in foto, ed è una via di mezzo.

Proprio perché ogni tipo di pelo richiede un trattamento diverso, se qualcuno di voi vuole raccontarci la sua esperienza ben venga!

 
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Pubblicato da su 18/04/2013 in Pelo Lungo

 

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I MATTONI DI UNA BUONA ALIMENTAZIONE

Oggi vediamo nel particolare i mattoni che costituiscono una buona e sana alimentazione. Ci permette di capire come è costituito un mangime

PROTEINE:

le proteine sono la componente più importante nell’ alimentazione. Sono fondamentali per la costruzione del pelo, delle unghie, dei tendini, delle cartilagini ..insomma di tutto l’ organismo. Quindi è importante fornire le proteine di qualità nella

giusta quantità per:

1)   crescita e sviluppo corretto

2)   formazione e funzionamento dei muscoli

3)   sistema immunitario efficiente

4)   produzione degli ormoni

5)   il cane può utilizzare le proteine come fonte di energia, a differenza dei grassi e dei carboidrati che forniscono energia immediatamente disponibile, le proteine possono essere elaborate e convertite al momento del bisogno

le proteine sono formate da catene di amminoacidi. Si distinguono due tipi di

1)   ESSENZIALI: indispensabili al cane ed è necessario fornirglieli con il cibo

2)   NON ESSENZIALI: non sono indispensabili, se il cane non li ricava dal cibo

Il cane ricava le proteine sia da fonte animale e vegetale, ma sono solo le prime che forniscono proteine complete, mentre le seconde c

he provengono da cereali, soia, farina di glutine vengono difficilmente digerite in quanto il cane non dispone di enzimi sufficienti.

alimentazione

 
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Pubblicato da su 17/04/2013 in Alimentazione

 

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Il cane impara guardandoci

Do as I do – il cane impara guardandoci  di Claudia Fugazza

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Il training per me e per i miei cani è sempre stato un entusiasmante gioco da scoprire insieme, migliorando la nostra comprensione reciproca e la nostra complicità, passo dopo passo.

Quando credevo di aver raggiunto la comunicazione e comprensione ideali è nata l’idea di tentare una nuova tecnica basata sulle capacità cognitive sociali del cane.

E mi sono dovuta ricredere: il rapporto con India è cambiato tantissimo!

Ora ci capiamo al volo, si è instaurata tra noi un’intesa speciale e a volte ho l’impressione che sia possibile sentire le emozioni l’una dell’altra.

Non si smette mai di imparare, e condividere questo viaggio con il mio cane ha reso l’avventura ancora più speciale.

Così ho pensato di divulgare questa tecnica perché altri uomini e cani possano provare queste emozioni.

La speciale predisposizione del cane ad apprendere socialmente dall’uomo ha contribuito a renderlo il nostro più fedele compagno di vita e oggi possiamo finalmente permettergli di usare le sue capacità cognitive sociali per interagire in un modo nuovo con noi.  

 
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Pubblicato da su 16/04/2013 in Recensione Libri

 

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