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Archivio mensile:marzo 2013

Come e quando lavare il nostro cane…

di Gaia Danesi

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Molte volte si pensa che lavare troppo spesso il nostro cane sia dannoso per il pelo.

Questo è vero nel caso in cui si utilizzi un prodotto non adatto al ph cutaneo del cane come, ad esempio, un prodotto per uso umano.

Il ph canino varia da 5,9 a 6,9 quindi per un corretto mantenimento della cute bisognerebbe utilizzare uno shampoo con ph 6,5.

Il pelo funge da protezione, isola il corpo ed aiuta a mantenere costante la temperatura corporea dell’animale, perciò un manto sano impedisce la dispersione del calore e protegge da agenti esterni quali parassiti come pulci, zecche ed anche zanzare.

Lo shampoo agisce sulle cellule cutanee aprendole quindi è assolutamente importante che venga utilizzato anche un balsamo dopo il bagno che provvederà a chiudere le cellule aperte.

Per un corretto mantenimento il normale lasso di tempo tra un bagno e l’altro è di circa un mese, in quanto questo è il tempo in cui la cute si rinnova completamente.

Oltre al bagno ci si deve preoccupare anche di altre parti del corpo che necessitano di cure costanti.

Prima di tutto le orecchie. Sono una parte molto delicata e soggetta ad infezioni.

Per la pulizia del condotto non utilizzare mai del cotone idrofilo in quanto potremmo lasciare dei frammenti che possono causare irritazioni.

E’ bene quindi utilizzare una garza sterile leggermente imbevuta di una soluzione idonea (la potete trovare nei negozi specializzati), procedete quindi con delicatezza alla pulizia del padiglione auricolare.

Un’altra parte del corpo a cui va dedicata particolare cura sono le unghie.

L’ideale sarebbe farlo fare ad un toelettatore o al veterinario.

Nel caso in cui vogliate però farlo da soli dovete fare attenzione a non oltrepassare la parte più chiara in quanto si rischia di farle sanguinare perché si è tagliato il capillare.

Nel cane adulto bisogna porre attenzione anche al quinto dito perché non essendo a contatto con il terreno non può consumarsi autonomamente.

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Pubblicato da su 29/03/2013 in Toelettare un Akita

 

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Daiunme Go

Daiunme Go Femmina nata 1962  tigrata

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Figlia di due figli di Tamakumo Go, Dauin Go di colore rosso e Kiyome Go tigrata.

La mamma, Kiyome Go, fino all’ età di 5 anni ebbe tutte le gravidanze che finirono con aborti o con la nascita di feti morti.

Grazie ad una cura finalmente riuscì a dare alla luce  9 cuccioli fra i quali nacque Daiunme Go, cagna con pelo molto bello sia nella consistenza che nel colore, con espressione facciale molto tipica.

Purtroppo a circa un anno di vita ebbe uno scontro con un altro cane che gli morse l’orecchio sinistro.

Questo pregiudicò la sua carriera espositiva ma non quella di fattrice.

Le cucciolate  di Daiunme Go erano sempre molto numerose, addirittura fino a quindici esemplari.

Dall’unione con Azumazakra Go, Daiunme Go produsse un  meiyosho di nome Bankomaru Go, mentre dall’unione con Tanigumo altri due meiyosho chiamati  Kumohibiki Go e Tamagumome Go  e un’altra decina di cani che hanno ottenuto la qualifica di Tokuyu (eccellente superiore).

Le linee di sangue di tutti questi discendenti di Daiunme Go sono presenti in tutti i cani degli anni 70.

Le notizie sono tratte da un articolo di Shinichi Ishiguro da Aiken No Tomo del 1972 e pubblicato anche nel numero di luglio agosto 2004 di akita world.

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Per tutte le genealogie si può consultare il sito www.akitapedigree.com.

 
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Pubblicato da su 27/03/2013 in Storia degli Akita

 

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UN ANNO DI VITA INSIEME

di Cosmo Mastropasqua – a cura di Valeria Comentale

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Molti mi dicono, molti mi scrivono, grazie, perchè Misaki ha trovato una casa e persone che si prendono cura di lei. Dopo un anno passato con lei, l’unica cosa che mi sento di dire è, che il più grande grazie, devo rivolgerlo io a Misaki.

Abbiamo vissuto il primo incontro a Monza, il primo distacco da lei per tornare a casa… abbiamo contato i giorni che ci separavano dall’inizio della nostra nuova vita… abbiamo percorso l’Italia chi da sud a nord chi da nord a sud per incontrarci a Fermo… per poi tornar giù ed iniziare la nostra vita a 8 zampe.
Ho stampata nel cuore la tua prima scodinzolata al mio rientro dal lavoro, il tuo primo abbraccio che, adesso, non mi fai mai mancare anche se esco pochi minuti… il tuo lavarmi la faccia appena apro gli occhi… il tuo nasconderti dietro di me quando qualcuno non ti piace… ho imparato a sbadigliare quando tu mi sbadigli ma non vuoi dirmi che hai sonno.. ho imparato a leccarmi il muso solo per dirti “Piccola c’è papi con te, nessuno ti farà mai più del male”… Ho imparato ad andar con te al mare anche se è inverno e fa freddo… ma io e mamy sappiamo che ti piace tanto. Ho imparato a dirti grazie tutte le notti e tutti i giorni… Ho imparato cosa vuol dire tornare a casa dopo una brutta giornata e rasserenarmi quando fai le fusa sulle mie gambe… Ho imparato e continuo ad imparare perchè tu sei fonte di amore ed io mi sono innamorato di te.

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All’inizio della nostra avventura il tempo era il nostro tiranno. Anche zio Michele la prima volta che ti ha visto ci ha detto ‘’ Servirà del tempo, non so quanto, ma ne servirà; siete pronti a dedicarvi anima e corpo a lei’’? La nostra risposta è stata unica ed immediata: ‘’ Si’’

Forse quel giorno è iniziato il nostro vero cammino; ricordo ancora il primo giorno di rieducazione; Misaki correva per tutto il campo con la coda tra le gambe e con il busto schiacciato verso terra e dai nostri occhi una prima lacrima scendeva perché quello che non riesci a capire è il motivo per cui non si senta ancora sicura .. Ma siamo andati avanti. Abbiamo visto, giorno dopo giorno, lezione dopo lezione la tua coda tornare su ed il tuo petto impettirsi. Abbiamo visto quella bellezza rifiorire ed abbiamo scoperto il tuo amore per il lavoro di recupero di cani problematici… Ma come, tu con tutti questi problemi, adesso vuoi aiutare gli altri? Ebbene si.. adesso Misaki aiuta cani aggressivi o con paure a superare questi stati d’animo. Ed ama lavorare, ama rendersi utile.

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Poi c’è il tuo rapporto speciale con minchiolino Tai ( lupo cecoslovacco). E’ forse stato il primo che ti ha detto che non devi aver paura di questo mondo poiché adesso c’è chi guarda il tuo mondo con i tuoi occhi.

Sicuramente non potremmo mai portare Misaki ad un concerto ne nella festa patronale.. ma oggi andiamo in giro rispettando le distanze dai potenziali pericoli e quella coda non va più giù, quegli occhi cercano continuamente i nostri e noi siamo felici perché ci hai regalato molto più di quanto noi siamo riusciti a regalare a te

Come mi ha consigliato qualcuno … guardo il mondo con i tuoi occhi, perchè solo così saremo felici.

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Pubblicato da su 21/03/2013 in Io ed il mio Akita

 

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E l’uomo incontrò il cane – K. Lorenz

 

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Ora, in E l’uomo incontrò il cane, il lettore troverà una sorta di proseguimento di quelle storie, tutto dedicato all’animale che più di ogni altro crediamo di conoscere e sul quale però tante cose abbiamo da scoprire – il cane. Lorenz ci guida qui innanzitutto verso le origini dell’«incontro» fra l’uomo e il cane, quando il rapporto era piuttosto con i due, assai differenti, antenati dei cani attuali: lo sciacallo e il lupo. Queste origini lasciano le loro tracce in tutte le complesse forme di intesa, obbedienza, odio, fedeltà, nevrosi che si sono stabilite nel corso della storia fra cane e padrone. Spesso ricorrendo a dei casi a lui stesso avvenuti, Lorenz riesce in queste pagine a illuminare rapidamente tutto l’arco della «caninità» con la grazia di un vero narratore, con la precisione e la sottigliezza di uno scienziato che ha aperto nuove vie proprio nello studio di questi temi, con la fertile intelligenza di un pensatore che, attraverso le sue ricerche sugli animali, è riuscito a porre i problemi umani in una nuova luce.

 

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Pubblicato da su 20/03/2013 in Recensione Libri

 

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Wasao… una star a pelo lungo.

L’akita più famoso dopo l’eroe Hachiko è Wasao (わさお). Questo enorme orso bianco ha fatto frequenti apparizioni in programmi televisivi, ed è addirittura diventato protagonista di un manga e di un film (di cui vi allego il trailer) uscito in Giappone a marzo 2011.

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Wasao è stato lanciato addirittura come cantante, digitalizzando i suoi latrati usati per reinterpretare il brano “Bokura no takaramono”. Il singolo è stato anche messo in commercio nella versione di suoneria per il cellulare. Parte del ricavato sarà donato all’UNESCO, che ha riconosciuto la dog-star come suo “cane ambasciatore”.

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Wasao però non vanta un’origine “nobile”, anzi, è stato trovato abbandonato in un porto ed è stato accudito dai pescatori del luogo. Deve il suo nome all’espressione giapponese “busu-kawaii”, che letteralmente significa “brutto-bello”, cioè è sgradevole e gradevole allo stesso tempo.

La sua storia e il suo aspetto ha colpito talmente tanto che nelle librerie del Giappone si possono anche trovare in vendita i suoi book fotografici!

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Per chi volesse ammirare delle foto di questo simpaticissimo akita eccovi il link della pagina facebook ufficiale:

https://www.facebook.com/pages/%E3%82%8F%E3%81%95%E3%81%8A%E5%85%AC%E5%BC%8F%E3%83%95%E3%82%A1%E3%83%B3%E3%83%9A%E3%83%BC%E3%82%B8wasao-oficial/326556947382562

 
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Pubblicato da su 15/03/2013 in Pelo Lungo

 

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A questo punto mi domando se con questa frase non intendesse la SUA di vita. Perchè la nostra non sarà più la stessa.

di Erika Anatolio

Erano i primi di marzo del 2011 quando, ritornata da Londra per il mio compleanno, mio padre mi fa vedere il film Hachiko su sky e conosco la razza Akita.

Non c’è che dire, è un bellissimo cane ma è pur sempre un film, ovvero tantissimi addestratori dietro le “quinte” e una favola da raccontare.

Però che bello avere un cane del genere.. Questo era il pensiero che mi frullava in testa..

Torno a Londra per restarci qualche altro mese finchè non è ora di tornare a casa.

Durante l’estate aiuto mia zia al negozio di animali da cui prende vita la mia passione sfrenata per gli animali, mi documento molto, compro libri ecc.. finchè non inizio ad interessarmi sullo standard dell’Akita.

Su internet trovo molti pareri discordanti, c’è chi dice che sia un cane ingestibile e non addestrabile e chi dice che sia un cane semplicissimo da educare. IL carattere scritto nello standard non è dei migliori perchè anche lì trovi quattro parole messe in fila e sempre diversi tra loro.

Ho sempre desiderato avere un cane e quando ero piccola, mio padre esaudii questo mio desiderio prendendo una meticcia da un amico che aveva una cucciolata. Purtroppo ad un anno muore per una malattia fulminante allo stomaco, lasciando un vuoto troppo doloroso per far si che passato qualche tempo, potessi averne un altro. Però nel 2011 questa possibilità comincia a diventare lentamente realtà. Non lavoro e per i primi mesi posso occuparmi di un cucciolo. Ne parlo con mio padre e mio fratello, quest’ultimo un po’ contrario ma riusciamo a convincerlo. Il cane deve essere di taglia grande e con il pelo lungo e quindi l’Akita. Continuo ad informarmi su come educare un cucciolo, qualcosa di psicologia canina e comincio anche a guardare dei siti in cui poter prendere un cucciolo. Chiamo anche un allevamento, in cui giustamente mi fa domande su come vivrà il cucciolo, se ho un giardino o meno e se ho altri cani. Non ho un giardino, rispondo, però lo porterò spesso fuori. Gli chiedo anche se possiamo andare per altre informazioni e vedere i cuccioli, poi chiedo anche il prezzo e purtroppo è più alto di quanto possa permettermi e declino l’invito di andare, più che altro per non fargli perdere tempo con qualcuno che non potrà prendere un cucciolo.

Giro in rete e trovo un negozio ma quando ci parlo capisco che proviene dall’est e non ne voglio sapere, poi trovo una cucciolata nata i primi di ottobre, con tanto di pedigree, genitori visibili, vaccini e chip. Chiamiamo e ci mettiamo d’accordo per andare a vederli. Andiamo a casa del proprietario dei cani e dal balcone vedo un’Akita, bellissimo. E quando entriamo in casa la mamma con i cucciolotti.. Degli orsetti bellissimi mentre venivano allattati. Avevano meno di un mese. Entrambi i due cani sono dolcissimi però per via dell’ora tarda andiamo via per tornare un altro giorno.

Torniamo quando i cuccioli hanno da poco compiuto un mese, vivono dentro casa insieme alla mamma e quando ci vedono corrono per conoscerci. Zen il cucciolotto che avevo scelto ha già le orecchie alte e dopo un annusata e giocato con i suoi fratellini decide di farsi un pisolino. Me ne innamoro subito e decido che lui è quello giusto. Il proprietario mi fa vedere un foglio in cui attesta che il papà di Zen ha partecipato ad un expo vincendo e che è esente dalla displasia. Della madre nulla, ma presa dalla felicità non ci penso.

Prima di tornare per prenderlo, lo chiamo per il microchip e subito ci dice che lo possiamo mettere noi. Mi arrabbio e lo minaccio che se il cane non ha il microchip non lo andrò a prendere. Il 9 di dicembre, quando Zen compie due mesi, lo andiamo a prendere. Di pedigree non si parla e non ci lascia nemmeno un foglio dicendo che il cane lo abbiamo preso da lui. Purtroppo di quelle cose non me ne intendo e credevo fosse normale, mentre per il pedigree sapevo che ci voleva tempo, ma non che dovevo andare all’Enci.

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Andiamo a casa con Zen che dorme per tutto il viaggio, gli facciamo fare un giro del palazzo, ovviamente è spaventato dalle macchine, autobus ecc ma non mi preoccupo, in fin dei conti ha vissuto in un paesino sprovvisto di tutto questo caos. A casa è bravissimo, non fa mai la cacca dentro ma la fa fuori, la pipì si alterna sui giornali, traversina oppure sul pavimento ma è ancora cucciolo, infatti verso i quattro mesi la fa sempre fuori. Della persona che ce l’ha venduto non abbiamo notizie, lo contatto su facebook chiedendogli del pedigree e mi dice che sta cercando di farselo avere, poi più avanti la verità: la denuncia non l’ha fatta perchè la madre non ce l’ha ma stava cercando un modo per farcelo avere oppure di andare ad una manifestazione canina, valutare il cane e farsi fare il pedigree..

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Mi arrabbio molto dicendo che mi ha truffata vendendomi un cane non di razza spacciandomelo per tale ma lui mi risponde che non mi ha truffato perchè non me l’ha fatto pagare 2000 euro e se ne lava le mani con un mi dispiace. Zen cresce con dei problemi comportamentali, paura di spazi stretti e chiusi e un’estrema diffidenza con le persone però lo stiamo portando da un educatore e piano piano vediamo dei miglioramenti e purtroppo, scopro anche che ha la displasia ad una zampa di grado D.

Lo dico al proprietario che me l’ha venduto dicendo che non centra niente e di non preoccuparmi perché può vivere tranquillamente bene..

A questo punto mi domando se con questa frase non intendesse la SUA di vita. Perchè la nostra non sarà più la stessa.

Per finire, il mio cane ha 17 mesi ed oltre alla sua cucciolata, la mamma ne ha avute altre due e forse una terza…

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Kiyohime Go Miura Of Akita

di Fabrizio Pace

Kiyohime Go Miura Of Akita 19/12/1950 AKIHO 9330

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Figlia di Goromaru Go e di Chinhyo Go di colore rosso con maschera bianca di linea Tahei è inserita nei migliori 8 riproduttori della storia della razza e la sua foto è esposta al  museo dell’ hozonkai.

La caratteristica per la quale sarà ricordata è il suo colore rosso con maschera bianca progenitrice  del colore degli attuali akita.

E’ stata accoppiata con i più grandi akita del momento ( Tamakumo Go, Unjyu Go, Senzan Go, Shoryu Go), gli akita che nacquero da questi accoppiamenti sono stati il fulcro sul quale si è basato l’allevamento dell’ akita negli anni 60.

Discendenti dalla sua linea di sangue si ricordano moltissimi meiyoshi (Muchi Go, Hachiman Go, Azamazakura Go) ma sicuramente il soggetto che si ricorderà per essere stato il primo soggetto con urajiro completo è Bankomaru Go.

L’urajiro diventerà elemento indispensabile che caratterizza la razza akita. In verità il bianco era presente esclusivamente sulle guance, la fronte e la canna nasale e sotto gli occhi era di colore rosso. Ma per alcuni allevatori giapponesi ancora oggi l’urajiro completo dovrebbe presentare del rosso sotto gli occhi e sulla canna nasale (Alcune foto sono state pubblicate sull’Akiho magazin di qualche mese fa).

Ps Le notizie sono tratte da “Famosi cani del Giappone” di Ryonosuke Hiraizumi pubblicato sulla rivista Aiken No Tomo dell’ agosto 1996 tradotto da Tatsu Kimura.

Tutte le genealogie sono pubblicate sul sito www.akitapedigree.com.

 
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Pubblicato da su 13/03/2013 in Storia degli Akita

 

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