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Archivio mensile:gennaio 2013

Se hai qualcosa da dire, dillo adesso…

OFFESO

di Niccolò Fabi

Dillo pure che sei offeso 
da chi distrugge un entusiasmo
da chi prende a calci un cane 
da chi è sazio e ormai si è arreso
da tutta la stupidità
chi si offende tradisce il patto
con l’inutile omertà
rimane senza la protezione
del silenzio, dell’assenso 
del “tanto dobbiamo sopravviverci
qui dentro” 

Quando vivere diventa un peso 
quando nei sondaggi il tuo parere 
non è compreso 
quando dire amore diventa sottinteso 
quando la mattina davanti al sole 
non sei più sorpreso 

Offeso

Dillo pure che sei offeso
dalle donne che non ridono
dagli uomini che non piangono
dai bambini che non giocano
dai vecchi che non insegnano
se hai qualcosa da dire dillo adesso 
non aspettare che ci sia un momento 
più conveniente per parlare 

Quando vivere diventa un peso
quando nei sondaggi il tuo parere
non è compreso
quando dire amore diventa sottinteso
quando davanti al sole la mattina
non sei più sorpreso
dillo pure che sei
offeso

Anche questa volta cari lettori prendo spunto da una canzone affinché possiate cogliere il mio invito ad esternare tutto ciò che avete dentro contro chi vi ha offeso, recato danno, ha spento un entusiasmo e soprattutto ha giocato con i vostri sentimenti o, meglio, ci ha “guadagnato con i vostri sentimenti“.
Leggo spesso su Facebook testimonianze di proprietari che hanno avuto una spiacevole esperienza con venditori che purtroppo hanno mentito, hanno speculato, hanno importato cuccioli dall’est, sono stati superficiali negli accoppiamenti tra soggetti consanguinei, tra soggetti con displasia e anche tra soggetti non completamente in standard.
Il moralizzatore da l’opportunità a chi si sente di raccontare la propria esperienza affinché possa essere di aiuto a tutti coloro che si apprestano ad acquistare un cucciolo.
Inizieremo una vera e propria campagna contro chi approfitta della nostra buona fede, della nostra inesperienza e della nostra voglia di un cucciolo, ora e subito. Oltre a darvi voce cercheremo di sensibilizzare la massa attraverso delle iniziative semplici da realizzare che si concretizzeranno anche attraverso il vostro semplice e piccolo aiuto, seguiremo piste e cercheremo di scovare i cosiddetti “cagnari”.
Sicuramente sarà un impresa ardua quanto rischiosa ma certamente con l’inutile omertà mi sentirei di tradire l’Akita, la nostra magica razza.
Fabi ci sprona a dire, a parlare, ad uscire dalla protezione dell’assenso, del silenzio, del tanto dobbiamo sopravvivere e gridare a tutti il nostro essere OFFESI, soprattutto quando tutto diventa per noi un peso, quando anche le grandi cose non ci meravigliano più, quando il nostro amore per gli Akita diventa sottinteso…
e no questo amore non può rimanere sottinteso, deve esplodere, deve essere esternato, non celato ne oscurato dal successo personale, dagli interessi economici, dalla voglia di apparire, chi ama realmente questa razza e vuole il suo bene non deve aver paura di parlare, di prendere posizioni, di scendere in pista, di agire.
“Ragazzi vorremmo davvero invitarvi in questo momento, se avete un motivo per essere offesi a farlo insieme a noi, a sentire la nostra solidarietà e la vostra, la vostra alleanza, facendo il gesto più semplice che di solito si fa ai concerti… cioè battendo le mani insieme…”
Chiunque volesse darci una mano può scrivere al blog al seguente indirizzo: akitainprogress@gmail.com mettendo in oggetto MORALIZZATORE
raccontandoci la propria esperienza o sgnala persone che minacciano il bene di questa razza o meglio, di questi esseri viventi, speciali, quali sono i nostri AKITA.
“se hai qualcosa da dire dillo adesso 
non aspettare che ci sia un momento 
più conveniente per parlare”
moralizzatore
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Il ciclo estrale

La nostra rubrica riproduzione non si occuperà esclusivamente di genetica, ma tratteremo anche degli argomenti legati alla fisiologia.

Il primo argomento da trattare è il ciclo estrale nella cagna.

Nella vita di ogni cagna intera, ossia non sterilizzata, il ciclo estrale o calore rappresenta una costante ciclica. Per tutta la loro esistenza le nostre Akita saranno accompagnate da estri, infatti nei cani non si verifica una fine precisa dei calori, anche se superati i sette/otto anni di vita  è sconsigliabile l’accoppiamento perché la fertilità diminuisce.

Il cane, a differenza di altri mammiferi selvatici, non ha un ciclo estrale legato alle stagioni, infatti le cagne possono andare in calore tutto l’anno, incuranti delle condizioni climatiche o dei desideri dei propri padroni!

L’intervallo estrale delle cagne si differenzia da quello della specie dei Canis lupus, ossia i lupi, perché dura in media circa 6 mesi, quindi nella maggior parte delle Akita possiamo osservare due calori all’anno, mentre comunemente le lupe hanno un solo calore annuale. Fanno eccezione a questa regola le cagne appartenenti ad alcune tra le razze più primitive come il Basenji, oppure appartenenti ad alcune razze incrociate con il lupo o anche ad alcune razze estremamente rustiche come il Mastino Tibetano ed il Pastore dell’Asia Centrale. A queste eccezioni bisogna aggiungere però la variabilità delle singole cagne, alcune presentano per anni calori ogni 3 mesi, altre attendono anche 12 mesi.

Canis Lupis

Generalmente le nostre cagnette hanno il loro primo estro evidente tra i 6 ed i 24 mesi. Molti proprietari alle prime armi vivono questo momento con preoccupazione: chiedersi quando arriverà il primo calore, cosa provocherà, quali cambiamenti innescherà nel carattere della propria cucciola, quali disagi comporterà, eccetera è assolutamente normale. Nella mia esperienza ho notato molti cambiamenti caratteriali durante il primo calore, sono comportamenti fisiologici legati agli ormoni, ad esempio una delle mie cagnette ha iniziato ad urinare con la zampa alzata come un maschio, ma è fondamentale che in questa fase il proprietario sia presente, aiuti la cagnetta a superare i momenti difficili con pazienza e sia coerente. Equilibrio, sicurezza e coerenza l’aiuteranno a superare ogni eventuale problema! Per quanto riguarda la pulizia siamo molto fortunati, gli Akita (anche gli spiriti più liberi!) sono cani molto puliti, noterete che la vostra Akitina si pulirà più spesso e leccherà ogni eventuale residuo ematico.

È frequente che i primi due calori della giovane femmina siano irregolari, ma tenderanno a normalizzarsi. Non è raro che si verifichi un cosiddetto calore silente, durante il quale le perdite ematiche sono assenti o molto scarse.

La nostra Akita raggiunge la maturità sessuale durante il primo calore, conseguentemente già durante il primo estro sarà fertile, ma l’accoppiamento è sconsigliabile. Durante il primo estro è possibile che la cagnetta sia molto giovane ed immatura sia fisicamente che caratterialmente, si consiglia l’accoppiamento a partire dal secondo calore o in generale dopo i 18 mesi d’età. Inoltre i più comuni esami per le malattie genetiche, come la displasia dell’anca, non possono essere ufficializzati prima dei 12 mesi, quindi è imprudente far riprodurre la cagnetta troppo presto.

maschile video

Passiamo ora ad analizzare i vari stadi dell’estro: proestro, estro, diestro e anaestro.

Il proestro inizia quando cominciano le prime perdite ematiche e quando la vulva inizia a gonfiarsi, dura in media tra gli 8 ed i 13 giorni (ma può durare da un minimo di 3 ad un massimo di 17 giorni) e termina quando la cagna è fertile e ricettiva per l’accoppiamento. Normalmente in questo stadio i maschi (in particolare i meno esperti) sono attratti dalla cagnetta, ma lei non sarà disponibile. Sono normali i suoi comportamenti, anche se ai nostri occhi sembreranno aggressivi, in quanto ancora non è pronta per l’accoppiamento. Le perdite ematiche possono essere abbondanti, sparire per alcuni giorni o essere molto scarse ma la quantità non indica una maggiore o minore fertilità.

L’inizio dell’estro coincide di solito con il periodo in cui la cagna accetta di accoppiarsi, poco dopo sarà fertile e se coperta da un maschio fertile rimarrà incinta.

La vulva durante l’estro è più morbida e le perdite possono variare di colore ed intensità, ciò è dovuto al fatto che si ha una progressiva riduzione della produzione di estrogeni e un aumento di quella del progesterone.

In media l’estro dura 9 giorni ( ma può durare da un minimo di 4 ad un massimo di 15 giorni), in questo periodo inizia la secrezione dell’ormone luteinizzante che causa l’ovulazione entro 24-72 ore dall’inizio dell’estro. Determinare il momento esatto dell’ovulazione è fondamentale per la buona riuscita di un accoppiamento, vedremo come nel prossimo articolo.

Attenzione: il fatto che la femmina accetti di accoppiarsi non vuol dire solo che se le presenterete un maschio selezionato accuratamente lei si lascerà coprire, ma anche che la stessa cagnetta vada in giro desiderosa di farsi coprire da qualsiasi cagnetto del vicinato!! Sono tantissime le storie di passione che si raccontano, stile Giulietta e Romeo, in cui un piccolo meticcio si intrufola in giardino e passa una notte ardente con la cagna che deve essere coperta dal famoso stallone il giorno dopo, rovinando i piani del’allevatore poco previdente! I cani non intendono l’amore e la passione esattamente come gli umani: l’accoppiamento è un bisogno fisiologico che ogni cagna ha durante l’estro ed ogni maschio è chimicamente attratto da una femmina in calore, questo però non significa che debbano per forza accoppiarsi, che siano adatti ad essere genitori, che il loro accoppiamento porterà alla nascita di cuccioli sani che apporteranno benefici alla razza. Insomma tenete le vostre cagnette in un posto sicuro durante l’estro e l’ovulazione, dove non possano essere raggiunte da spasimanti inebriati dal loro odore e valutate accuratamente l’ipotesi di farle coprire!

Quando la cagna in estro incontra un maschio solitamente si intrattiene con lui in un corteggiamento fatto di corse e danze, ma potrebbe anche rispondere nel modo contrario opponendo resistenza e continuando ad essere aggressiva verso di lui. In questo caso, dopo aver verificato con l’aiuto di un veterinario che la femmina sia effettivamente in ovulazione, bisogna valutare se sia un’antipatia verso quel maschio o se proprio non abbia voglia di farsi coprire. Nell’ultimo caso bisognerà decidere se è il caso o meno di effettuare un’inseminazione artificiale.

Il primo giorno di diestro di solito è identificato con quello in cui la cagna non permette più al maschio di essere coperta, circa 6 giorni dopo l’inizio dell’ovulazione. Questo stadio si presenta esclusivamente se la cagna non è gravida, altrimenti viene sostituito appunto dalla gravidanza. Può durare dai 50 agli 80 giorni. I livelli ormonali della cagna si regolarizzano e tendono a tornare a quelli normali.

Il momento di quiescenza riproduttiva è l’anaestro, inzia appena finisce il diestro e la durata dipende dall’intervallo estrale. Termina quando ricomincia il proestro.

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Nel prossimo articolo parleremo dei metodi possibili per determinare l’ovulazione e delle fasi dell’accoppiamento.

C’è qualcosa in particolare che ti piacerebbe approfondire? Lascia un commento!

 

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A DOG DAY FOR A DOG’S LIFE

Gli Akitisti ed il vero spirito della “gente di Cani”

di Maria Rosaria Ricci

Noi Akitisti, molto spesso, sfatiamo il pregiudizio che chi ha cani di razza lo fa per capriccio.

Noi abbiamo fatto una scelta con il cuore e lo dimostriamo tutti insieme prendendoci cura, come e quando possiamo, dei cani meno fortunati.

Grazie agli akita ci siamo incontrati e grazie a loro abbiamo tutti intrapreso un percorso che ci ha portato a conoscere i cani e le loro effettive necessità.

Facendo tesoro di tutto ciò, non lo teniamo solo per noi ma lo doniamo agli altri cani che hanno bisogno e che purtroppo un padroncino non lo hanno più, o forse non l’hanno mai avuto.

Con la gioia nel cuore e sempre grazie a questi cani speciali che ci hanno unito abbiamo partecipato ad una esposizione regionale che ha avuto solo ed un unico podio, quello più alto e nobile:

DONARE CIBO AL CANILE DI CASERTA.

Regionale Caserta - Operazione Canile 51

Ma basta parlare, godetevi le immagini che raccolgono tutte le nostre emozioni nel fare questa bella e nobile esperienza.

 
 

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UN ANGELO DI NOME “ASAKI”

di Giulia Alberti – curato da Valeria Comentale

Questa è la storia di come un’email ha cambiato la nostra vita. Una di quelle mail che tutti prima o poi ricevono: la foto di un cane in gabbia e vicino solo la scritta: magari ti intenerisci!

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Asaki in gabbia

L’email era indirizzata a mio marito ed arrivava da Emilia (grazie ancora…). Sul link in allegato era descritta la storia di questo cane di 10 anni che da 2 viveva in un box 2X3 in canile. Mio marito capitolò!
Aveva detto no in precedenza al cane: “almeno per ora facciamo tutte quelle attività che non si addicono alla responsabilità di un animale, viaggi, vacanze ecc”; queste erano state le sue intenzioni ma il muso di Asaki dietro le sbarre ebbe la meglio su tutto.
Ci furono i dubbi: sul perchè fosse in canile, se si fosse incattivito in due anni di costrizione, su chi e perché l’avesse prima comprato e poi abbandonato ma tutti i dubbi svanirono al pensiero che quel cane potesse finire fra le mani di qualcuno “vittima” del film Hachiko; l’umiliazione dell’abbandono e la reclusione di due anni erano più che sufficenti senza il bisogno di aggiungere un eventuale Padrone convinto di avere l’ultimo modello di Rintintin… è così che abbiamo deciso di prendercene cura!!!!

Quando è arrivato, era devastato dalle otiti: su un orecchio otite batterica e sull’altro da Malassezia (su questo aveva la cartilagine rotta probabilmente a furia di grattarsi: ecco perchè l’orecchio sinistro è sempre a mezz’aria). Inoltre aveva la dermatite, svariate escoriazioni dovute alla vita in gabbia ed era leggermente sottopeso.

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Asaki appena arrivato

Fin dall’inizio ci accorgemmo che aveva patito la fame “grazie” alla voracità con cui si avventava sul cibo (era evidente che non era abituato a vedere della carne in ciotola) e proprio da questo aspetto iniziammo a lavorare: gradualmente venne spostato il suo pasto a dopo cena e nel frattempo grazie al cibo potevamo fare tutti quei giochi che hanno come obiettivo l’abbassamento del livello di stress nel cane.

Ovvio che, visto il suo passato conosciuto e immaginato quello sconosciuto, siamo stati molto indulgenti con lui in varie occasioni, soprattutto in quelle in cui bisognava essere autoritari.

Asaki fondamentalmente è un bravo cane e sembra riconoscente.

Forse il fatto di vedere poche persone per due anni lo ha reso poco sospettoso verso gli estranei e questo fà di lui un cane sempre scodinzolante (escluso quando fà la guardia!) e che a differenza di altri Akita maschi si fà accarezzare sopra la testa da tutti: la carezza SOPRA la testa in linguaggio canino significa dominanza da parte di chi la fà ed è per questo che cani con carattere forte spostano la testa e guardano storto se chi regala la carezza è un estraneo.

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Asaki

 Asaki è stato parte della famiglia e non nascondo affatto il grande vuoto che ha lasciato in tutti noi!!!! L’idea della lana ci balenava in testa già dal precedente cane, Gandalf, anch’esso un Akita-inu, ma con Asaki e le montagne di pelo che perdeva, l’idea è diventata realtà!!!

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Nel prossimo articolo vi racconterò la mia storia con Max , anche lui adottato!!!!

 
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Pubblicato da su 28/01/2013 in Io ed il mio Akita

 

L’ereditarietà del gene pelo lungo

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Nello scorso numero abbiamo detto che nonostante i pionieri della razza abbiano tentato di eliminare il gene del pelo lungo, esso sussiste ancora. Perché? La certezza non possiamo averla, ma senza dubbio il motivo principale sta nella genetica.

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L’argomento è complesso, ma cercherò di spiegare i caratteri principali in modo semplice, con un linguaggio non proprio da scienziata.

Qualcuno di voi avrà pensato che basti non far riprodurre i soggetti a pelo lungo, ma non è facile come si pensa, infatti molti dei nostri ultra peloni sono figli di esemplari a pelo corto, spesso anche campioni.

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Cerchiamo allora di distinguere tra fenotipo e genotipo: il fenotipo è l’aspetto, ciò che noi possiamo vedere; il genotipo invece è costituito dai caratteri genetici del DNA.

Quindi questo significa che il pelo corto dei genitori del nostro pelone è il fenotipo, mentre nel loro genotipo è presente il gene del pelo lungo.

Chiarita la differenza tra fenotipo e genotipo parliamo di caratteri dominanti e recessivi. I caratteri sono le caratteristiche che vengono trasmesse. Il carattere dominante è quello che si manifesta con più forza e prevale su quello recessivo. Nel nostro caso il carattere dominante è il pelo corto e quello recessivo è il pelo lungo.

Un carattere è costituito da una coppia di geni, i quali si dicono omozigoti se sono uguali e eterozigoti se diversi. Nel caso del pelo esistono tre combinazioni: PC+PC, PL+PL, PC+PL.

Come abbiamo detto, il gene del pelo lungo è recessivo, quindi può manifestarsi nel fenotipo solo se  nel genotipo è omozigote, cioè entrambi i geni sono PL.

Se il nostro akita a pelo lungo è figlio di due genitori a pelo corto, significa che entrambi i genitori hanno un genotipo PC+PL.

Ho fatto delle piccole tabelle per esemplificarvi meglio le diverse combinazioni di geni.

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Visto che l’argomento è abbastanza noioso e complicato, voglio proporvi un simpatico video che spiega in poche parole tutta questa faccenda. In questo caso il mento con la fossetta equivale al pelo corto e il mento a punta equivale al pelo lungo. La qualità è scarsa ma rende bene!

 

Ma lo standard cosa dice? E perché il pelo lungo è considerato un difetto? Ne parleremo nel prossimo articolo!

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Pubblicato da su 25/01/2013 in Pelo Lungo

 

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La triste storia di un cucciolo

Salve, mi chiamo Francesco e scrivo per raccontare la triste storia di un cucciolo.

Vivo da qualche mese insieme alla mia ragazza con la quale abbiamo deciso di affrontare la bella avventura di adottare un cucciolo da crescere insieme. Dopo diverse settimane di ricerche ho trovato un annuncio di un privato che vendeva cuccioli di AKITA INU. Dopo diverse telefonate ho ritenuto di potermi fidare e mi sono recato a casa sua per vedere i cuccioli disponibili (2 in questo caso). Entrati in casa vediamo subito questi meravigliosi cuccioli, piccoli e tenerissimi (il privato sosteneva che avessero 75 giorni). Dopo una chiacchierata e un caffè arriva il momento più difficile, sceglierne uno da portare via con noi.

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Ci rechiamo così dal suo veterinario di fiducia perchè il venditore voleva garantirci che stavamo portando a casa un cucciolo sano.Il veterinario effettua una visita sommaria (battito, temperatura, orecchie ecc) e ci da una compressa di Drontal per la sverminazione dicendoci che probabilmente per 2 o 3 giorni il piccolo avra’ diarrea. Da premettere che Kenta (cosi’ abbiamo chiamato il nostro cucciolo), e’ il nostro primo cane per cui ci siamo fidati del veterinario e siamo tornati a casa del venditore per concludere l’acquisto.

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Gli chiedo se e’ possibile vedere i genitori del cane e a questo punto, mostrandoci il passaporto, ci dice che i genitori sono in Slovacchia. Dopo tutte le storie di queste “tratte” di esseri viventi dall’Est che si sentono al telegiornale, questa risposta fa scendere il gelo in quella stanza, mentre Kenta tra le braccia della mia ragazza le mordicchiava le dita. Ci eravamo già innamorati di lui, non lo avremmo lasciato lì. Non eravamo al corrente di questo prima di recarci dal privato, eravamo convinti che fossero nati a casa sua, magari perchè possedeva uno dei due genitori. Il privato ci dice che li alleva un suo parente all’estero e glieli consegna personalmente con tutte le carte in regola, prendendosene cura durante il viaggio nel modo dovuto.

Decidiamo comunque di fidarci anche perche’ sul passaporto erano segnati tutti i vaccini (stiamo scoprendo giorno per giorno la triste realta’ di questo maledetto traffico e di tutti i retroscena che gli fanno da contorno) e il veterinario ci aveva rassicurato sulla salute di Kenta. Così pago il cucciolo e andiamo a casa. Oltre al passaporto ci consegna un modulo per la cessione del cane che noi avremo poi dovuto portare alla ASL della nostra città ma nessun documento d’iscrizione all’anagrafe canina (che mi sono fatto mandare via fax dopo qualche giorno. Era timbrato dall’ ASL ma la data era uguale a quella della spedizione. qualcosa non torna perchè doveva esser datato molti giorni prima).

Quando arriviamo a casa Kenta e’ molto vivace e mangia come un leone.Tutto nella norma e noi… felicissimi.

Ha un po’ di diarrea ma non ci allarmiamo, il veterinario, ce l’ha detto, e’ normale che il farmaco abbia questo effetto. Passiamo due giorni felicissimi col nostro meraviglioso Kenta. Finalmente abbiamo il nostro”bimbo”.

Lunedi iniziano i primi sintomi di quelle che poi sono diventate due settimane di calvario. Innappetenza, poca voglia di giocare,ma le coccole quelle le fa, ci vuole gia’ bene. E noi a lui. E’ intelligente, in un giorno ha imparato a fare i bisogni sulla traversina non sbaglia un colpo. Il nostro piccolo è meraviglioso.

Martedi e’ il giorno della visita dal nostro veterinario di fiducia,ma Kenta prima dell’ora dell’appuntamento giace immobile sul cuscino che gli avevamo comprato…Sguardo spento, irrigidito, non sta per niente bene. Avvolgo Kenta in una coperta e via. Come un fulmine corro in clinica, dove Kenta viene ricoverato perchè, sebbene non fossero ancora chiare le cause, è fortemente disidratato e debilitato. L’esame delle feci rivela una parassitosi da coccidi, ma i sintomi peggiorano nonostante le cure, tanto da far pensare alla parvovirosi, per la quale doveva già essere stato vaccinato. Diarrea emorragica e vomito inarrestabile lo debilitano ogni giorno di più, nonostante le continue cure. Il vomito causa poi una polmonite ab ingestis che lo porta a morire dopo due settimane di ricovero in clinica.

Siamo distrutti, gli siamo stati accanto tutti i giorni, e abbiamo sperato di salvarlo fino alla fine. E lui ha combattuto con tutte le sue forze povero piccolo. E’ stato orribile vederlo soffrire così.

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Dopo aver visitato un allevamento serio di AKITA INU, abbiamo capito che il passaporto era falso, e col passaporto probabilmente lo erano anche tutti i timbri e le etichette dei vaccini. Infatti il nostro piccolo, non poteva assolutamente avere 2 mesi e mezzo. Un Akita di quell’età è all’incirca il doppio di Kenta. Kenta si è ammalato perchè è stato tolto troppo presto dalla mamma, e probabilmente ha viaggiato senza alcuna vaccinazione e in condizioni precarie. Kenta ha sofferto tanto ed è morto perchè queste persone spietate pensano solo ad arricchirsi e trattano gli animali come oggetti.

Noi abbiamo sbagliato perchè avremo dovuto essere molto più informati.Ma abbiamo agito in buona fede e una volta capito l’errore, avremo dato tutto l’oro del mondo per salvarlo. Non fate mai il nostro stesso errore perchè è orribile veder soffrire queste dolcissime creature e inoltre contribuireste ad alimentare questo assurdo e già enorme traffico. Piuttosto lottate, come stiamo facendo noi dopo questa brutta esperienza, per fermare questa atroce ingiustizia.

Francesco Lucente

 

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L’approccio cognitivo alle deiezioni del cucciolo: superare i vecchi miti!

di Luigi Sacchettino

EVVIVA! Dopo trepidante attesa arriva in casa il batuffolo coccoloso, per la gioia di tutti. Finchè non comincia a … fare la cacca!

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Sì sì, avete capito bene. Fare i bisogni. Espletare quanto la fisiologia suggerisce.Capita spessissimo,nelle famiglie che decidono di trascorrere parte della loro vita con un cane, di imbattersi in quella che sembra essere la prima grande sfida uomo – cane: come insegnare al cucciolo a sporcare nel luogo giusto. Armati di scopa, guanti e traversine-pannolino i proprietari scendono in campo per rimediare ai misfatti, affidandosi spesso a consigli vari e fantasiosi come:

– prendere il musetto del cane e obbligarlo a odorare la sua pipì;

– punirlo fisicamente o verbalmente dopo diverso tempo dal “colpaccio”;

– usare un giornale. Il fatidico giornale della paura, quello che personalmente definisco il corrispettivo animale della cucchiarella di legno per i bambini.

Tutto ciò con risultati deludenti. In tutti questi anni, infatti, c’è stato un approccio al problema delle deiezioni non rispettoso né dell’etogramma né della fisiologia del cane. Nei primissimi mesi di vita il cucciolo non ha la percezione dello stimolo ad evacuare: 

un po’ come un neonato…quando ce l’ha, la molla. Necessita di tempo per imparare a riconoscere il significato di quella sensazione, a trattenere le feci e l’urina per poterle eliminare nel luogo adatto. E’ un processo di maturazione fisiologico e psicologico che richiede dai due ai quattro mesi. Inoltre, considerata l’età evolutiva di riferimento, il cucciolo si sente vulnerabile in situazioni esterne e in luoghi che non fanno ancora parte del suo piano esperienziale, con la tendenza a sporcare dove si sente più tranquillo e protetto. 

Capita sovente che i proprietari lamentino che il cane sporchi proprio appena rincasato, dopo una passeggiata: ecco, ora sapete il perché.

E’ proprio in questo lasso di tempo che i proprietari possono mettere in atto delle semplici ma efficaci pratiche che permettono al cane di capire dove sporcare. E’ fondamentale sapere che un cucciolo ha la tendenza a sporcare dopo che ha mangiato, bevuto, giocato, dormito o fatto il pisolino pomeridiano. In questi casi bisognerà giocare d’astuzia e d’anticipo portando il cucciolo nel luogo dove vogliamo espleti le sue funzioni e premiarlo appena terminato.

E come ci comportiamo se rincasando troviamo i bisogni nel salotto?

1.Ignoriamo il cucciolo;

2.mettiamolo in un’altra stanza in modo che non assista alle operazioni di pulizia (altrimenti potrebbe confonderle con una dinamica
di gioco);

3.Non disinfettiamo con prodotti chimici in quanto il cane potrebbe pensare che è proprio quello il posto che abbiamo scelto per i suoi bisogni, avendo un odore “particolare”.

E se il cucciolo sta per farla davanti a noi, in un posto non adeguato?

1.Interrompiamo l’evacuazione sollevando il cucciolo da terra;

2. lo portiamo fuori senza dire nulla;

3.premiamolo quando conclude le operazioni all’esterno.

L’approccio cognitivo zooantropologico ci permette di educare il cane nel migliore dei modi, rispettando sempre più la sua dimensione canina: tutto ciò a vantaggio di una relazione senza pari.

 
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Pubblicato da su 23/01/2013 in Educazione

 

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